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L’idrovia Ferrarese per un territorio idropolitano. Se ne è parlato in fiera a Ferrara

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di Andrea Dal Cero – foto di Pasquale Spinelli

 

Sala piena, all’interno dei padiglioni della Fiera di Ferrara, per l’argomento che ormai da diversi anni anima, unisce e divide il territorio estense. L’Idrovia Ferrarese, opera finanziata in parte con fondi comunitari, gestita dalla Provincia di Ferrara, al momento alle prese con tratti di grande criticità urbana e dal futuro non proprio definito nei tempi e nei dettagli.

Annunciato come una tavola rotonda, l’appuntamento di venerdì 28 febbraio si è svolto in realtà come un convegno in cui i relatori hanno cantato in coro, col pieno sostegno del pubblico, l’esperienza fin qui da loro vissuta nei rispettivi ruoli alle prese con questo grande progetto.

Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara
Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara

“Il rapporto tra la città e l’acqua sta cambiando – ha esordito il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani – tante realtà diventate nel tempo estranee alle vie d’acqua e alla frequentazione con il fiume stanno rivedendo il loro pensiero. Certo non è un percorso facile il loro, tanto più che gli elementi di criticità per il Canale Boicelli e la Darsena di San Paolo sono oggi più che mai evidenti”. “In particolare la darsena, con il suo evidente degrado, allontana la valenza turistica e strategica che dovrebbe invece avere – ha continuato Tagliani – ma ci stiamo lavorando: abbiamo ormai sbloccato l’annoso contenzioso con la nave-locale-pubblico ormeggiata in darsena e il drenaggio completo dello specchio d’acqua, sempre alle prese con il problema dello smaltimento dei fanghi di risulta, si avvicina nel tempo”.

Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara che dal 2008 segue il progetto dell’idrovia, si è detta piuttosto preoccupata per il futuro della grande opera: “Quando non ci sarà più la provincia – si chiede – chi si farà carico di gestire e portare avanti i lavori dell’Idrovia Ferrarese?” “Anche se l’Europa ha inserito il nostro progetto nel sistema prioritario di navigazione interna – ammette – questo da solo non basta a garantire che l’idrovia non diventi un’altra cattedrale nel deserto, anche se gli interventi sono già partiti in alcuni settori del percorso e a Porto Garibaldi siano già in una fase più che avanzata”.

Ivano Galvani, dirigente del settore navigazione interna di Aipo
Filippo Parisini, sindaco di Ro

“La navigazione interna – ha voluto premettere Ivano Galvani, dirigente del settore navigazione interna di Aipo – è materia per appassionati. Prima del 1987 non se ne parlava nemmeno. Poi, con la legge 380 del 1990, il sistema idroviario padano veneto diventa una questione di interesse preponderante per il Paese. Con l’accordo di Chioggia del 1999, che attribuisce le risorse tra le regioni interessate, l’Emilia Romagna riceve i finanziamenti più importanti: tantissimi chilometri in programma solo in parte realizzati, cantierizzati o anche solamente progettati”. “Venti anni fa – continua Galvani – su quella che anche allora era una idrovia ferrarese, transitavano centinaia di milioni di merce, mentre adesso non si trova merce da trasportare.

Il futuro di tutto il sistema idroviario padano veneto passa comunque dal cantiere di Isola Serafini: l’obiettivo e quello di ripristinare il percorso tra Venezia e Locarno in occasione dell’Expo del 2015. “L’Idrovia Ferrarese – conclude – sarà utile alla sicurezza idraulica del territorio ferrarese e all’agricoltura perchè la quota dell’idrovia è uguale a quella dei canali e noi possiamo regolarla attraverso il Canale di Burana”.

L'urbanista Sergio Fortini
Nicola Zanardi, presidente di Ferrara Fiere

Filippo Parisini, sindaco di Ro, cita il neo ministro dei Beni Culturali (anche lui ferrarese) Dario Franceschini: “Dobbiamo trasformare la bellezza in economia”. “Dico sempre che Ferrara, vista la sua vicinanza con l’Adriatico, è una città di mare. Con l’idrovia lo sarà ancora di più”.

“C’è un capitale narrativo notevolissimo in questo territorio – dice l’urbanista ferrarese Sergio Fortini – c’è tanto Unesco e un valore paesistico incredibile”. “E’ un territorio idropolitano quello che dobbiamo promuovere e valorizzare, tenendo conto sia delle sue radici che delle sue possibilità di sviluppo”.

Ultimo a intervenire è il padrone di casa Nicola Zanardi, presidente di Ferrara Fiere. “Mi sembra che manchino ancora parecchi soldi per realizzare questo progetto – ha voluto sottolineare – e perchè diventi realtà è nostro interesse e compito istituzionale tenere l’argomento sempre in prima pagina, all’attenzione di un pubblico vasto e interessato. Come Ente stiamo cercando di realizzare un portale appositamente dedicato perchè a questo territorio occorre, tra tante altre cose, un software intelligente”.

Paolo Dal Buono, anima e cantore dell’Assonautica di Ferrara, ha condotto bene la partita alternando gli interventi e cercando anche di stimolare chi parlava ad andare più in là, a dire di più, a scoprire un numero maggiore di carte tra quelle che gelosamente si teneva in mano.

Comunque, a tutt’oggi, l’impressione che ci riportiamo a casa è che molto del futuro dell’Idrovia Ferrarese sia ancora da scrivere. E, anche se il nostro desiderio è quello di vedere presto l’opera realizzata, sarà un futuro per buona parte in salita.