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Linarolo, fusti sospetti nel bosco in riva al Po

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un inquietante bidone in riva al Po

Linarolo (Pavia). Cinque fusti contenenti sostanze sospette  (nella zona del ponte della Becca, territorio comunale di Linarolo)  sono stati scoperti lungo il Po dalle guardie del Parco del Ticino,
sequestrati dall’autorità giudiziaria, e ora sono in attesa che i tecnici dell’Arpa eseguano dei prelievi per poi analizzarli in laboratorio.
In apparenza, all’interno almeno di uno dei 5 contenitori sospetti ci sarebbe una polvere di colore azzurro. La sostanza è visibile perchè al posto del tappo nel foro di uscita è stato infilato uno straccio, che dopo essere stato abbandonato vicino all’acqua del Po si è spostato lasciando intravvedere il materiale sospetto.
Due dei tre barili recano l’insegna Agip.
Altri contenitori invece sono anonimi, ma su uno c’è ancora una scritta che indica un numero di lotto di una merce catalogata a suo tempo. Sull’ultimo bidone, infine, c’è scritto “solvente”. Ma, quasi sicuramente, non sono indicazioni reali.
Il sospetto è che quei bidoni, che originariamente avevano un loro utilizzo preciso, siano stati poi usati per metterci dentro altre sostanze per essere poi abbandonate. Non si sa ancora se a portarle nell’area golenale sia stata la stessa corrente del Po, oppure siano stati appositamente scaricati nella zona alla quale si può facilmente accedere da Mezzanino, appena dopo il ponte della Becca.
“Non sarebbe la prima volta che abbandonano rifiuti di ogni tipo in questa zona – sottolinea il sindaco di Linarolo Pietro Scudellari – l’ultima volte ci abbiamo trovato anche carcasse di auto rubate. Bisognerebbe chiudere l’accesso con una sbarra”.
I bidoni sono stati presi in consegna dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente per le analisi. “Intanto – conclude Scudellari – al Comune restano le spese per lo smaltimento, almeno duemila euro”. laprovinciapavese.it