Mettere in sicurezza i ponti: task force delle Gev in azione

by / mercoledì, 04 ottobre 2017 / Published in ACQUA e TERRITORIO, BUONE NOTIZIE, IN VETRINA, LOMBARDIA
sicurezza dei ponti

L’ultima missione in ordine di tempo è stata al ponte dell’Adda a Lodi per sgomberare tronchi e detriti insieme ai vigili del fuoco e al Consorzio Muzza. Ma per la task force di GEV creata dal Parco Adda Sud per monitorare la situazione delle sponde e degli attraversamenti quella dell’altro giorno è stata una tappa di un’attività che ogni anno porta a verificare la tenuta delle rive, la situazione ambientale a segnalare alle autorità competenti eventuali situazioni di rischio di ponti e manufatti messi sotto pressione dall’accumulo di detriti portati dalla corrente. “La nostra squadra – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – è composta tutta da volontari che prestano tempo e fatica alla difesa dell’ambiente contribuendo con il loro monitoraggio alla sicurezza del fiume e degli attraversamenti. Il Parco Adda Sud non può prescindere dal lavoro delle GEV che, come hanno dimostrato anche l’altro giorno al ponte sull’Adda, collaborano in maniera concreta con i vigili del fuoco, con la Protezione civile e il consorzio Muzza”.

Dopo aver concluso in estate il monitoraggio delle sponde con la rilevazione di 7 punti di cedimenti fra Zelo Buon Persico e Bertonico sino a Crotta d’Adda, a novembre partirà un’altra operazione di analisi della task force Gev per capire come si sta muovendo il corso del fiume e dove si potrebbero verificare altri accumuli di materiali, soprattutto in vista delle piogge autunnali. La squadra si serve sia di fuoristrada che di gommoni. “Il nostro fiume – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – a seconda delle stagioni e delle precipitazioni è in grado di cambiare radicalmente sia le portate che il deflusso delle acque, come dimostrano le morte nate da esondazioni o cambi di percorso ed è per questo che è necessario tenerlo sotto costante controllo, considerando anche si scorre in un ambiente che da una parte conserva elementi naturalistici di grande pregio, ma che dall’altra si colloca in un territorio dove la presenza umana non è certo irrilevante. L’azione di monitoraggio delle Gev diventa quindi strategica per evitare e/o risolvere eventuali problemi che potrebbero crearsi”.

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