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No alla pesca professionale su Po e Canalbianco. Più facili i controlli anti bracconaggio

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di Siro Mantovani
Rovigo – Dal 1° marzo non si potrà effettuare pesca di tipo professionale né sul fiume Po, nè nel Fiessero-Tartaro-Canalbianco (detto anche Mantova-mare), idrovia di 135 km che collega Mantova con l’Adriatico, passando la parte orientale della provincia di Mantova, la Bassa veronese e tutta la provincia di Rovigo, fino alla foce di Porto Levante a Porto Viro. Si tratta di un importante corso d’acqua che permette la navigazione di natanti della classe V europea (1500-1600 tonnellate).
Il divieto è stato firmato dal presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini dopo le diverse segnalazioni di attività di pesca abusiva notturna. Così si è stabilito il divieto di pesca professionale nel Po dai confini con la provincia di Mantova al ponte di Polesella nel Rodigino e nel Fissero-Tartaro-Canalbianco, precisamente dai confini con Verona alle chiuse della conca di Baricetta.