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Famme alla raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi

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La foto dell'incendio nella raffineria Eni si riferisce all'incidente del dicembre 2016

“Alle ore 6,35 circa, sì è sentito un forte boato in Raffineria. Abbiamo attivato le procedure interne comunali (PEC). È stato attivato l’allarme interno ENI e ora sta rientrando. Nessun ferito, tutto sotto controllo. Vi terremo aggiornati”. Così, in un breve comunicato, il Comune di Sannazzaro de’Burgondi ha aggiornato la popolazione sul nuovo incidente alla centrale Eni.

Mentre scriviamo arriva il cessato allarme e, intorno alle ore 10, 30, la squadra esterna di vigili del fuoco intervenuta è rientrata al comando provinciale di Pavia.

L’incendio si è verificato in un settore dell’impianto che era fermo per un intervento di manutenzione programmata. Il boato si è sentito anche a chilometri di distanza. A quanto risulta dalla pagina facebook del comune di Sannazzaro, si è avvertito chiaramente a Sartirana, Breme, Verrua Po, Gropello Cairoli, fino a Voghera.

Non è la prima volta che ci interessiamo della centrale Eni di Sannazzaro de’Burgondi, basta fare una ricerca sul motore interno del giornale per constatare quanto questa struttura sia abituata a dare preoccupazioni a chi vive nei suoi dintorni.

L’incidente più grave si è verificato il primo dicembre del 2016, quando una grande palla di fuoco si alzò nel cielo devastando l’impianto Est, intossicando un operaio e costringendo la popolazione a tenere le finestre chiuse a causa del fumo che risultò poi, il giorno seguente, non essere inquinante. Un paio di mesi dopo, il 15 febbraio del 2017, un altro incidente dello stesso genere: fiamme alte, colonna di fumo, ma per fortuna nessun ferito.

Oggi ci risiamo. La vecchia raffineria si è fatta sentire un’altra volta, ma non è possibile farci l’abitudine.