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Chiusa di Pontelagoscuro. Obsoleta? No, fatta male!

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All Rights Reserved (c) Adriana Tuzzo 2012

Ma come si fa a dichiarare obsoleta una struttura realizzata all’inizio degli anni Duemila? Ci sono opere idrauliche che sono lì da secoli, sui nostri corsi d’acqua, e funzionano perfettamente. Conche di navigazione monumentali talmente belle che i turisti vanno appositamente a visitare ed altre che sono immortalate sulle cartoline illustrate e nelle guide di viaggi.

Opere dell’ingegneria e dell’intelletto che ci fanno innamorare e ci stupiscono per la sagacia del progettista e per l’armonia funzionale della loro realizzazione. Macchine concepite sei secoli fa che hanno stupefatto e cambiato il mondo e che sono ancora lì con la loro bellezza e la loro relativa utilità.

La chiusa di Pontelagoscuro invece, almeno a detta dell’ Agenzia per la sicurezza territoriale e protezione civile dell’Emilia Romagna, è obsoleta. Cioè non risulta più competitiva rispetto ad altri impianti basati su idee o tecnologie più avanzate. Complimenti a tutti, progettisti, amministratori pubblici e agenzie per la sicurezza territoriale.

Come se tutto questo non bastasse ad evidenziare la qualità del lavoro svolto da chi l’ha progettata e realizzata, la chiusa di Pontelagoscuro non funziona. O meglio: funziona qualche volta sì e qualche volta no. E’ inaffidabile e pericolosa. E’ una struttura su cui non si può far di conto.

Allora, probabilmente, tutti i discorsi che ho sentito negli ultimi anni non erano fatti di parole campate in aria. C’è chi dice “è fatta male”, chi s’incazza perché “è tutta sbagliata”, altri che scuotono la testa guardandola e sentenziano “non può funzionare”.

E adesso l’agenzia per la sicurezza territoriale fa sapere che serve un progetto da 5 milioni di euro per ricostruire la chiusa che collega il fiume Po con il canale Boicelli e che dovrebbe essere la porta di ingresso di tutta l’Idrovia Ferrarese.

“In attesa di realizzare un progetto preliminare – ha dichiarato in questi giorni Claudio Miccoli, responsabile per l’agenzia regionale per l’area ferrarese – i tecnici hanno ritenuto che per arrivare a una soluzione duratura di restauro occorre una ristrutturazione radicale a cominciare dalle paratoie, che dovranno essere sostituite, non più verticali ma ad apertura orizzontale. Un intervento strutturale importante di rifacimento, consentirebbe poi di risparmiare spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria nel corso degli anni”.

Ho paura di pensare a cosa succederà ora. Mi immagino lavori interminabili, rimpalli sulle spese tra Regione e Stato centrale, argomentazioni astruse in fatto di sicurezza, priorità e funzionalità. Non è un bel momento per la navigazione ferrarese.