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Acqua per tutti, nessuno escluso!

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Questa immagine, Spettacolari foto di cani che cercano di afferrare una palla sott'acqua. @fattibizzarri

Oggi 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua. La ricorrenza fu decisa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in seguito ai lavori della storica conferenza di Rio de Janeiro del 1992. Filo conduttore della giornata in questo 2019 è: “Leaving no one behind”, in italiano: “Acqua per tutti, nessuno escluso” obiettivo che rientra nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Un momento di riflessione importante, un filo conduttore per azioni atte a salvaguardare il diritto di accesso all’acqua pulita per tutti. Acqua, un bene a volte dato per scontato, almeno in alcune zone della Terra, ma che assolutamente scontato non è. Anzi, questo bene fondamentale per la nostra esistenza, per quella degli animali e delle piante che ci circondano avrà un ruolo sempre più importante per il nostro futuro.

Anche da noi dove l’acqua che beviamo dal rubinetto è pulita e laghi e fiumi hanno dato da bere ai campi coltivati, anche in una situazione così avvantaggiata rispetto altri luoghi, le cose stanno cambiando. Per il Po si parla di un livello delle acque quasi pari a quello registrato lo scorso agosto, piena estate dunque. Al Ponte della Becca, ad esempio, vicino Pavia il livello idrometrico del fiume registra un -2,83 metri.

Secondo Arpa Piemonte quello che stiamo vivendo è “il sesto inverno più secco degli ultimi sessant’anni” con un 56% in meno di precipitazioni rispetto al valore medio di febbraio. Dall’inizio dell’anno sull’intero bacino idrografico del Po alla confluenza del Ticino sono state registrate appena 40 mm di pioggia.

Veramente poche tanto da parlare di siccità severa per il breve e medio periodo. A mitigare la situazione intervengono ancora le riserve accumulate nel 2018, quando abbondanti piogge costituirono una discreta riserva idrica, riserva che comunque si sta assottigliando. Servirebbero piogge abbondanti per riportare alla normalità la situazione, piogge che purtroppo si stanno facendo attendere considerando che anche per questo fine settimana è previsto tempo soleggiato.

A livello nazionale il quadro non cambia. Secondo dati dell’Ispra, Sistema Nazionale Protezione Ambiente, l’anno più secco degli ultimi sessant’anni è stato il 2001 ma al secondo posto troviamo il 2017 con una precipitazione media inferiore alla norma del 22%. Anni vicini, in soli 16 anni ritroviamo infatti i primi due posti.

Situazione che preoccupa non poco gli agricoltori: il caldo ha, di fatto, accelerato il risveglio primaverile. Secondo la Coldiretti c’è pericolo per le coltivazioni sia perché la carenza idrica potrebbe avere ripercussioni sulle colture che adesso hanno bisogno di acqua per crescere e svilupparsi sia per la temuta ondata di maltempo che potrebbe danneggiare quanto esploso anzitempo proprio a causa delle temperature più alte della media stagionale.

Secondo quanto riportato da Coldiretti questo è il “quarto inverno più caldo di sempre sul pianeta”. Siccità che colpisce con ancora maggior durezza in altre aree della Terra e che sta raccogliendo intorno a sé una certa attenzione.

Oggi è infatti anche la giornata conclusiva del 1° Forum Internazionale sulla scarsità d’acqua in Agricoltura, WASAG Water Scarcity in Agriculture organizzato dalla Fao, dal Ministero delle Politiche agricole italiano e dal governo di Capo Verde, un piccolo stato dell’Africa occidentale nella cui capitale, Praia, si sono organizzati i lavori del forum iniziato il 19 marzo.

Obiettivo dei lavori: individuare idee pratiche, innovative e concrete per affrontare la scarsità d’acqua in agricoltura in un momento come quello attuale colpito dal cambiamento climatico. Può questa scarsità d’acqua diventare un’opportunità per lo sviluppo sostenibile?