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Parco Adda Sud, 300 fotografie in corsa per la storia del fiume fra rogge e canali. Mercoledì 9 dicembre la premiazione

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Quasi 300 immagini per raccontare l’oro azzurro del Parco Adda Sud e la rete di quattromila fra canali, rogge e fontanili che regolano il flusso delle acque fra le province di Lodi e Cremona grazie a 4 mila piccoli tesori di piccola e grande ingegneria idraulica. E’ fra questi scatti che sono stati scelti i 33 finalisti del concorso fotografico sugli “antichi manufatti idraulici” organizzato dal Parco in collaborazione con l’Erbolario. La premiazione si terrà mercoledì 9 dicembre 2015 alle ore 18 presso la sala consiliare del comune di Montanaso Lombardo (Lodi). Sono state previste due sezioni (senior e junior fino a 15 anni), con un massimo di 5 fotografie digitali in bianco e nero o a colori per ogni partecipante. Al termine della premiazione verrà anche consegnato il volume con tutte le foto selezionate .
“Questa seconda edizione dedicata agli antichi manufatti, è stata un successo – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – la sfida era raccontare il fiume attraverso l’intervento dell’uomo che, almeno in questo caso, per l’ambiente è stato positivo perché ha creato un modello di convivenza fra Natura e comunità antropica. Un sistema unico che ha mosso i primi passi ai tempi dei Romani per poi proseguire nel Medioevo e in età moderna”.
Il Parco Adda Sud si estende su 24mila ettari, per 90 chilometri di fiume, all’interno dei confini amministrativi delle province di Lodi e Cremona e con una serie di zone umide che vanno da Zelo Buon Persico a Soltarico e Pizzighettone incastonate fra campi, boschi e un capillare reticolo di rogge e canali che, oltre ad essere una risorsa per l’agricoltura è una presenza ambientale di pregio per il territorio.