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Piena in corso nel Reggiano, si lavora di notte. “Urge ripristinare gli impianti danneggiati dal sisma”

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Il torrente Enza in piena

di Gabriele Arlotti

Il torrente Enza in piena

Reggio Emilia (11 novembre 2012)  “Siamo al lavoro e stiamo per fronteggiare il grosso della piena in Secchia che, a valle, sta per arrivare in queste ore – spiega Marino Zani, presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale – per quanto parte degli impianti siano danneggiati dal sisma, siamo al lavoro col nostro personale sin dalla notte di sabato”.
Migliaia di metri cubi d’acqua stanno, infatti, scendendo a valle con le piene di Enza, e Secchia,  verso la Bassa gravemente colpita dal sisma e dove uno degli impianti idrovori più grandi d’Europa, quello di Mondine, risulta distrutto dal terremoto.
La prima grande piovosità dell’autunno 2012 – la Protezione Civile ha decretato lo stato di preallerta nell’Appennino reggiano e modenese – avviene per altro a poche ore dopo l’incontro delle bonifiche col sottosegretario Franco Braga per la preoccupante situazione di impianti e canali danneggiati dal sisma emiliano.

Interventi e manovre

Nella notte tra sabato e domenica si è resa necessaria la reperibilità del personale del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Personale attivo dapprima sull’Enza, al presidio della Traversa di Cerezzola, mentre nella Bassa sono iniziate a metà giornata di domenica a Torrione di Gualtieri manovre per consentire all’acqua della rete basse in Crostolo. Il Consorzio ha previsto anche un servizio di pattugliamento delle arginature del torrente Enza verso valle, considerato il livello della piena e per scongiurare la rottura arginale in prossimità di importanti impianti. Questo servizio di pattugliamento proseguirà, a rotazione, sino al deflusso della piena.
Sul comprensorio, in particolare, quello Appenninico e di alta pianura, la pioggia copiosa – alle 16 di domenica erano caduti 180 mm di pioggia al Cerreto, 55 a Castelnovo Monti e 40 nel vianese – era iniziata verso la sera di sabato 10 novembre ed è proseguita a caratteri temporaleschi sino alla mattina di domenica.
Verso Secchia, l’impianto idrovoro di San Siro sarà avviato tra le ultime ore di domenica e le prime di lunedì, con la piena attesa a Moglia per le prime ore di lunedì. Piene, alle 16 di domenica: sul Secchia a Ponte Alto in comune di Modena si registrava una quota prossima ai 9 metri, mentre sull’Enza al ponte di Sorbolo (il ponte veniva chiuso) 11 metri e 40, destinati a salire.

L’appello

“Ci preoccupa il tema delle esondazioni controllate – rileva Domenico Turazza, direttore del Consorzio di Bonifica – previste dal Piano di gestione delle piene, aggiornato a seguito del sisma che ha danneggiato i nostri impianti. Però il ripetersi di perturbazione temiamo possa portare a criticità assai gravi”.
Solo di venerdì era l’appello dei Consorzi della Bonifica Burana e dell’Emilia Centrale sulla preoccupante situazione di incertezza per la sicurezza idraulica delle zone terremotate. “In merito al Piano di esondazione – spiega Turazza – questo attende ancora la sua attuazione mediante un Piano di Protezione Civile, da parte del Dipartimento nazionale di Protezione Civile che non è stato ancora approvato. Quindi siamo in attesa dell’ordinanza del commissario Vasco Errani per il ripristino parziale e provvisorio del vecchio impianto di Mondine. Ma, soprattutto, confidiamo che siano definitivamente risolti i problemi in Ue per lo sblocco di 670 milioni di euro per le prime opere di ricostruzione, dove quelle di bonifica risultano prioritarie”.