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Quella pesca sul fiume Po: nuova sezione al Museo del Cambonino di Cremona – Comunicato stampa

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Dalle donazioni di Giuseppe Ghizzoni al contratto di fiume.La nuova sezione creata da Comune di Cremona e Famiglia Ghizzoni, in collaborazione con i Rotary del Po, è frutto di una proposta del professor Riccardo Groppali, naturalista e collaboratore del Sistema Museale, e ospita le donazioni di Giuseppe Ghizzoni.

Il Museo Civico della Civiltà Contadina si è arricchito con una nuova sezione espositiva dedicata al alla pesca sul fiume. Nella casa del fattore della Cascina del Cambonino Vecchio, in uno spazio recuperato, da oggi, 11 marzo, si ricordano i pescatori professionisti cremonesi che vivevano del Po e sul Po. La nuova sezione creata da Comune di Cremona e Famiglia Ghizzoni, in collaborazione con i Rotary del Po, è frutto di una proposta del professor Riccardo Groppali, naturalista e collaboratore del Sistema Museale, e ospita le donazioni di Giuseppe Ghizzoni.

Un progetto importante che si sposa con il lavoro di rivalorizzazione del Grande Fiume e dei territori dell’asta fluviale che l’Amministrazione sta attuando attraverso il ‘contratto di fiume’, strumento che punta a legare le due sponde del Po per esaltare e raccontare il patrimonio naturalistico, turistico, culturale e di sviluppo del nostro Grande Fiume.

Entrare nel nuovo spazio espositivo significa ritornare al Po cremonese del passato, ampio e ricco di bracci secondari, di lanche e morte che accompagnavano il suo corso, lungo le cui rive crescevano boschi di salici e pioppi. Un fiume ricco di biodiversità e di pesci. Una risorsa che forniva cibo alle classi povere e veniva utilizzata da pescatori professionisti che, avendo in concessione ognuno un tratto di fiume, impiegavano le reti per rifornire il mercato cittadino. I pescatori avevano estrema cura delle loro attrezzature e passavano molte ore a rammendare e catramare le reti, a riparare la barca ed i remi, ad affilare i denti delle seghe.

Nel nuovo allestimento, trovano spazio una barca da pesca, reti e attrezzature varie, corredate da testi esplicativi e da immagini sulla raccolta della legna, sulla pesca, sulla vendita del pesce. Uno spaccato significativo sulla nostra storia che amplia l’offerta didattico-espositiva del Museo e che testimonia l’importanza del fiume nell’economia cittadina del passato e del futuro.

“C’è un desiderio profondo di valorizzare ciò che siamo – ha detto il Sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti inaugurando il nuovo spazio espositivo insieme all’Assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini – Non ci sono stanze nuove se non c’é una coscienza che decide di rendersi conto delle sue bellezze. Questa stanza ci dice quello che siamo: una città di terra e di fiume. Qui le persone vibrano di ricordi che diventano futuro: stiamo lavorando per unire città diverse attraverso il fiume e nel nome della cultura, stiamo lavorando ad un vero e proprio contratto di fiume. Questa è una traiettoria di sviluppo per la nostra città e il nostro territorio”.

“Il nuovo spazio espositivo – è la dichiarazione della Responsabile del Museo Anna Mosconi – offre al visitatore uno spunto nuovo di riflessione rispetto al tradizionale percorso di vista del Museo, che descrive e racconta storie di vita di un passato non troppo lontano legate alla terra. Mentre infatti l’attività agricola rappresenta un tema che riconduce ad oggi, la pesca professionale, nel cremonese, non si pratica più. Ciò che speriamo di trasmettere soprattutto ai bambini, attraverso la visita alla collezione Ghizzoni, è l’idea che il fiume possa tornare ad essere, così come una volta, un contenitore di vita straordinario, che merita rispetto e tutela”.

“L’idea di raccogliere e conservare in luogo pubblico il materiale da me custodito dopo la morte di mio padre – racconta Giuseppe Ghizzoni – è nata da un incontro fortuito con il professor Groppali. Penso che quanto esposto offra la possibilità di una visione organica delle attrezzature e dei modi di pesca professionale utilizzati sul Po cremonese dall’inizio del secolo fino agli anni ’60”.

“La nuova esposizione, con gli strumenti utilizzati dagli ultimi pescatori professionisti di Cremona, i Ghizzoni, vuole valorizzare il recupero della memoria dei rapporti tra Po e città”, il commento del curatore Groppali.

In occasione dell’inaugurazione del nuovo spazio espositivo, il Museo del Cambonino promuove un ciclo di incontri di divulgazione sui tempi del fiume e della pesca. Testimonianze dirette ed orali di quello che il fiume Po rappresenta oggi sotto il profilo naturalistico, ma anche ricreativo con particolare riferimento alla pesca.

Terra e fiume – Ciclo di incontri

IL PROGRAMMA

Il Po e la natura 

mercoledì 23 marzo ore 17.30 Il fiume e i ritrovamenti paleontologici – Un fiume di fossili – €¨Relatore: Simone Ravara – naturalista, direttore del Museo Paleontologico di San Daniele Po

mercoledì 30 marzo ore 17.30 La flora lungo il fiume Relatore: Giovanni D’Auria – botanico

mercoledì 6 aprile ore 17.30 L’avifauna di ambiente fluviale -€¨Relatore: Bassano Riboni – ornitologo, presidente di WWF Cremona

Il Po e la pesca

mercoledi 13 aprile ore 17.30 Fauna ittica ed ecosistema acquatico del fiume Po Relatore: Carlo Lombardi – ittiologo

mercoledi 20 aprile ore 17.30 Approccio ecologico alla pesca nel fiume Po Relatore: Marco Angelo Riva – ittiologo e pescatore

mercoledi 27 aprile ore 17.30 La pesca professionale oggi – €¨Relatore: Vitaliano D’Aolio – pescatore professionista, gestore dell’Acquario del Po di Motta Baluffi

Conclusione

mercoledì 4 maggio ore 17.30 Conservazione dell’ambiente e fiume Po Relatore: Riccardo Groppali – naturalista