Home Acqua e Territorio Retorbido (PV) non vuole l’inceneritore. “Difendiamo la vocazione agricola del nostro territorio”

Retorbido (PV) non vuole l’inceneritore. “Difendiamo la vocazione agricola del nostro territorio”

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foto dal profilo facebook del comitato No inceneritore a Retorbido

di Andrea Dal Cero

foto dal profilo facebook del comitato No inceneritore a Retorbido

Il Comune di Retorbido nega l’autorizzazione all’utilizzo del Teatro Comunale per l’incontro pubblico di presentazione del progetto dell’Impianto per la Messa in Riserva e Recupero degli Pneumatici Fuori Uso. “Partecipazione, condivisione, informazione, dialogo – recita il comunicato stampa della Società Italiana Energetica Tire, che dovrebbe realizzare l’impianto – ci sono state negate, impedendo di fatto ai cittadini la possibilità di un’opinione informata e libera da pregiudizi.

Ma cosa sta succedendo in questi giorni in questo angolo di Oltrepò Pavese? L’ho chiesto a Isabella Cebrelli, sindaco al suo secondo mandato del comune di Retorbido, che sta in questo momento rappresentando tutto lo scontento della sua gente.

“E’ dal novembre del 2014 che si discute di questo impianto e qui le  acque sono molto agitate – dice Cebrelli – questo “impianto per la messa in riserva e recupero degli pneumatici fuori uso” è in definitiva un inceneritore che si vorrebbe realizzare in una zona agricola. Qui in Oltrepò abbiamo aziende agricole e vitivinicole e un impianto di questo genere vicino al paese e al torrente Staffora, non lo vogliamo proprio. Appena abbiamo capito bene questa “storia della pirolisi” abbiamo detto No in tutte le sedi competenti e lo abbiamo detto chiaramente anche alla Regione Lombardia.

Loro (la Società Italiana Energetica Tire n.d.r.) volevano parlare, ma è la gente di qui che non li vuole sentire. Non concediamo la nostra sala soprattutto per problemi di ordine pubblico e per questioni di capienza della sala stessa. Domenica scorsa, contro questo inceneritore, abbiamo fatto una manifestazione a cui hanno partecipato 4.700 persone, c’erano 25 sindaci dei comuni vicini, rappresentanze di partiti e associazioni del territorio. Tra qualche mese la Regione dovrà rispondere sull’argomento in conferenza dei servizi e noi siamo attualmente mobilitati come amministrazione, al fianco del comitato e delle associazioni dei cittadini, fermi nel nostro proposito di impedire la costruzione di questo inceneritore”.