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Rocca di Verrua d’autunno

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Il Po visto dalla Rocca di Verrua Savoia

Ci risiamo. Il numero dei contagi è tornato a salire in modo preoccupante e la stretta delle chiusure si farà sentire con le direttive imposte dal nuovo Dpcm. Una situazione difficile, l’insicurezza che cede il passo alla difficoltà di un nuovo periodo di chiusura. Eppure ci sono luoghi che sanno portarci oltre, che sanno sospendere l’incertezza del presente parlandoci di altri tempi e di altre storie. Un eterno presente in grado di rilassare la mente e i pensieri portando calma e sollievo. Il fiume, con il suo scorrere, offre spesso questa magia, ma lungo i suoi argini e sponde alcuni punti sono più evocativi di altri. 

Tra questi troviamo senza dubbio la Rocca di Verrua Savoia. Siamo ancora nella provincia di Torino, sulla sponda destra del fiume Po. Al di là del fiume siamo nella provincia di Vercelli, si vede Crescentino con la sua pianura e l’inizio della zona delle risaie. Dalla collina su cui sorge la Rocca lo spazio guarda e vede lontano anche se il Po è proprio lì sotto, per un momento vicino e poi prosegue il suo viaggio. Un punto magico, bellissimo con il sole e il cielo terso ma non meno affascinante in una brumosa giornata di fine ottobre anche in tempo di Covid. La dolcezza che se ne ricava è senza pari.

La costruzione venne citata per la prima volta in un documento del X secolo, conobbe Federico Barbarossa che la rase al suolo nel 1167 e fatta riedificare nel 1315 dal Vescovo di Casale Monferrato.

Molte altre ancora sono le storie vissute dalla Rocca, lungamente contesa proprio a causa della sua posizione: un punto strategico che permetteva di controllare la pianura vercellese, il Po e le attuali provincie di Alessandria, Asti e Vercelli. Tra i vari assedi subiti ne troviamo uno più recenti e più moderno: l’estrazione della calce dalla collina sottostante indebolì la collina stessa che franò il 5 settembre del 1957. La tragedia provocò sette morti e la parziale distruzione del ponte che proprio ai piedi della Rocca congiunge le provincie di Torino e Vercelli.

Oggi l’unica parte visibile della Fortezza è il dongione con le relative strutture insieme alla Porta del Soccorso.

La Rocca è storia, punto panoramico e sede di una numerosa comunità di chirotteri, i pipistrelli, uno dei simboli della recente notte di Halloween. Qui i pipistrelli hanno  una sede riproduttiva: si accoppiano tra la fine dell’estate e l’autunno ma i piccoli vedranno la luce solo in primavera dopo il letargo invernale.

La Rocca nel periodo invernale rimane aperta unicamente su prenotazione, pandemia permettendo. Una visita ne vale assolutamente la pena.