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I Bambini di Sermide: cronaca di un’epidemia dimenticata

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Una bambina ricoverata all'ospedale di Sermide assistita giorno e notte dalla zia nei primi giorni del "Morbo di Sermide"

Sermide, piccola città del medio corso del Po, ai confini dell’Oltrepo Mantovano. Proprio a cavallo del 45° parallelo Nord, si trova a metà strada tra l’Equatore e il Polo Nord, a 13 metri di altezza sul livello del mare.

Oggi fa parte, assieme a Felonica, di un unico comune che conta quasi diecimila abitanti. Nel 1959, l’anno a cui ci riporta questa storia, aveva invece una sua sede comunale, il suo ospedale, e un’identità più forte e radicata nelle persone che ci vivevano.

Sermide è terra di confine: in bicicletta ci metti un quarto d’ora per arrivare in Emilia pedalando verso Est, se invece attraversi il Grande Fiume ti ritrovi in Veneto nella provincia di Rovigo e le inflessioni dialettali cambiano tagliando  la corrente che divide le due regioni.

Nei primi mesi del lontano 1959 accadono molte cose destinate a rimanere nella memoria: il primo gennaio Fidel Castro entra a l’Avana alla testa delle sue truppe dopo che il dittatore Fulgencio Batista era scappato nella notte, il 28 gennaio cade il secondo governo Fanfani, il 9 marzo arriva nei negozi la prima bambola Barbie, il 5 aprile una signora entra trafelata all’ospedale di Sermide con una bambina piccola in braccio.

La bambina sta male. Sta così tanto male che in poco tempo morirà.

E non è che l’inizio. Nella notte arrivano all’ospedale di Sermide altri genitori con i loro piccoli in braccio e la disperazione scritta in faccia. E anche il giorno dopo, e il giorno dopo ancora.

E’ di questa storia che vi voglio raccontare. Una storia di bambini che improvvisamente si ammalano e che in alcuni casi muoiono anche. Di una cittadina che si ritrova, completamente impreparata e digiuna di informazioni, nell’occhio di un ciclone sanitario e al centro di un’epidemia che, con le conoscenze dell’epoca, i sanitari faticano ad interpretare e a gestire.

Di mio, nella ricostruzione di questa vicenda, c’è molto poco. Mi sono limitato a raccogliere e mettere in fila documenti, testimonianze e, soprattutto, le cronache dei corrispondenti  locali dei giornali distribuiti e venduti sul territorio.

Negli anni Cinquanta i giornali che seguivano la cronaca locale avevano, sparsi sul territorio, i segnalatori, i corrispondenti e una redazione dedicata. Ed è proprio da uno di questi corrispondenti che ci arrivano a distanza di più di sessant’anni le testimonianze più precise. Si chiamava Fernando Villani, era maestro elementare a Sermide e corrispondente per la Gazzetta di Mantova e Il Resto del Carlino. Gli articoli non firmati che troverete il questa storia sono tutti suoi.

Le conclusioni e le stupefacenti evidenze a cui sono arrivato sono invece farina del mio sacco, ma ci vorrà un po’ di tempo per arrivarci. E sarà una vera sorpresa per chi avrà l’interesse e la disponibilità d’animo di seguirmi in questa storia.

 15 aprile 1959 – La Gazzetta di Mantova

Tre bambini deceduti a Sermide e altri otto ricoverati all’ospedale. Si tratta di una forma gastro-enterica di cause non ancora accertate. I casi verificatisi raggiungerebbero i cinquanta.

A sermide, le famiglie sono vivamente impressionate per il verificarsi di forme gastroenteriche – di eziologia sconosciuta – che hanno colpito i bambini da zero a sei anni. Si parla di 50 casi e tre di essi sono stati purtroppo letali: Patrizia Zerbini di due anni deceduta il giorno 8, Daniele Andreoli di tre anni che ha cessato di vivere nel pomeriggio di ieri e di un bambino di Carbonara Po del quale non conosciamo le generalità. Secondo le notizie in nostro possesso, questa che non si sa se chiamare epidemia o intossicazione collettiva, si è andata manifestando a partire dal giorno 5 scorso. I piccoli accusavano forti dolori viscerali, vomito, diarree, accompagnate da febbri altissime. Le chiamate ai medici condotti e liberi si sono fatte via via più frequenti e ben presto all’Ospedale Civile del luogo, i bambini ricoverati salivano a dieci. Per quanto finora risulta non risultano legami evidenti fra i vari casi: le gastroenteriti si verificano però nel solo centro di Sermide, salvo qualche limitata eccezione. Quale può essere la causa del male? L’interrogativo è, mentre scriviamo, senza risposta. Il piccolo Andreoli – per fare un esempio – veniva ricoverato domenica e con lui Gloria Sala di tre anni e Paola Bimbatti di tre anni: i tre bimbi abitavano distanti l’uno dall’altro, non frequentavano gli stessi luoghi, né hanno mangiato gli stessi cibi. Sul piano delle ipotesi, nel caso di tossinfezione, quale può essere stato il veicolo? Un inquinamento idrico o non piuttosto il latte? Dai sintomi sembra si debba propendere per gastroenteriti di origine alimentare, tuttavia una risposta si potrà avere forse oggi, poiché è atteso un sopralluogo dei chimici del Laboratorio di Igiene e Profilassi i quali effettueranno le analisi. L’Ufficiale Sanitario del Comune. dr. Francesco Grassi, ha ieri convocato tutti i medici sermidesi per una necessaria presa di contatto. A scopo precauzionale è stata disposta anche la chiusura dell’Asilo fino al giorno 27.

16 aprile 1959 – Corriere Lombardo

Misteriosa epidemia tra i bimbi di Sermide. Si tratta di una forma gastroenterica. Chiuso l’asilo. Tre morti: dieci all’ospedale

A Sermide una forma di eziologia sconosciuta ha colpito numerosi bambini di età fino ai sei anni. Si parla di una cinquantina di casi e tre di essi sono stati purtroppo letali., una bambina di due anni, Patrizia Zerbini, deceduta il giorno 8, un bambino di tre anni, Daniele Andreoli, che ha cessato di vivere ieri, e un bimbo di Carbonara Po.  Questa forma di gastroenterite si è andata manifestando dal giorno 5, e non si sa se parlare di apidemia o di intossicazione collettiva.  I piccoli accusavano dolori viscerali, vomito, diarree e febbri altissime. Le chiamate ai medici si sono fatte via via più frequenti e ben presto all’ospedale di Sermide i bimbi ricoverati erano dieci.  Per quanto sinora risulta non esistono legami evidenti tra i vari casi: le gastroenteriti si verificano però nel solo centro di Sermide salvo qualche limitata eccezione.  Mentre diverse sono le cause dell’infezione sviluppatasi, è da notare che i tre bimbi deceduti abitavano distanti l’uno dall’altro, non si frequentavano, né avevano mangiato gli stessi cibi. Tuttavia sembra si debba protendere per gastroenterite di origine alimentare. Tuttavia una risposta si potrà avere oggi, dopo un sopralluogo che verrà effettuato dai chimici del laboratorio provinciale d’igiene.  A scopo precauzionale è stata disposta la chiusura dell’asilo fino al giorno 27.

Per oggi mi fermo qui. Domani la seconda parte (che non sarà l’ultima)

I Bambini di Sermide: una città senza bambini (2)

I Bambini di Sermide – La soluzione del mistero (3)