Home in Vetrina Ritrovato nel Po il relitto di Nave San Giorgio affondata nel 1944

Ritrovato nel Po il relitto di Nave San Giorgio affondata nel 1944

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La Regia Nave San Giorgio dopo il suo incagliamento (collezione Achille Rastelli)

Avevamo parlato di lui lo scorso anno quando, nei pressi dell’abitato di Rosolina, aveva ritrovato una postazione radar tedesca della seconda Guerra Mondiale.

Ma questa volta Luciano Chiereghin, appassionato ricercatore rodigino, ha annunciato di avere addirittura localizzato quella che dalle parti di Punta della Maestra viene comunemente indicata come “la Nave Fantasma” e che ora,  grazie alla sua attenta capacità di ricerca, sappiamo essere la Regia Nave San Giorgio.

Nave San Giorgio era  un’imbarcazione lunga 54 metri e larga 8, aveva una stazza lorda di 363,61 tonnellate ed era mossa da una macchina a vapore della potenza indicata di 960 cv. Era armata, con un cannone da 76 mm, e con due mitragliere accoppiate da 20 mm, oltre alle 28 mine e altre armi più leggere.

Era in servizio di vigilanza foranea in Alto Adriatico fin dal 1940. Dopo l’8 settembre del ’43, a seguito dell’armistizio, fu requisita dalla Kriegsmarine (la marina militare tedesca) e destinata allo stesso scopo anche se sotto un’altra bandiera. In occasione del suo cambio di schieramento militare il suo numero identificativo, precedentemente F95, fu cambiato in G107. Ed è con questa sigla che giace tutt’ora nei fondali dell’alveo del Po ricoperta, oltre che dall’acqua, da due o tre metri di sabbia e detriti.

Da quello che è dato sapere “la notte del 12 febbraio del 1944, nel corso di un normale servizio di pattugliamento, la San Giorgio venne sorpresa da una violenta mareggiata a Punta della Maestra, alle foci del Po. Il comandante tedesco della nave azzardò una pericolosa manovra di ingresso alla foce del Po di Pila, Busa Dritta, con l’intento di entrare nel fiume e mettersi al riparo della burrasca per poi risalire la foce e raggiungere il vecchio faro di Pila presidiato da un comando tedesco. Ma la manovra non gli riuscì e “la nave rimase incagliata su un basso fondale. L’equipaggio (52 uomini) si calò sulla spiaggia del cosiddetto Scano della Mula (oggi Scano Boa)” e si mise in salvo al completo.

Ed è lì che con il suo georadar Chiereghin l’ha ritrovata.