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Siccità, guerra dell’acqua tra Garda e Po

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Il Veneto chiede di aprire di più la diga di Salionze per alimentare il Grande Fiume. La Comunità del Garda: “Aumentare? Se non diminuiamo è a rischio il turismo”

Nonostante gli sporadici temporali di questi giorni, l’acqua nel bacino del Po è sempre più scarsa e chi ce l’ha se la tiene ben stretta. Si spiega così il duro scontro che in questi giorni vede al centro il lago di Garda. La Regione Veneto, preoccupata per il Po ridotto sempre più a una specie di rigagnolo, una situazione che rischia di provocare la risalita del cuneo salino dal mare Adriatico con conseguenze pesantissime sull’irrigazione e sulla centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, ha scritto a Regione Lombardia, Comunità del Garda e Aipo, per chiedere che il deflusso di acque dal lago di Garda, attualmente a 80 metri cubi al secondo, venga aumentato di 25 metri cubi al secondo fino al 7 agosto e di 10 metri cubi al secondo fino al 16 agosto.

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