Siccità nel Bacino del Po, siamo messi esattamente come lo scorso anno: molto male!

by / mercoledì, 01 febbraio 2017 / Published in ACQUA e TERRITORIO, CATTIVE NOTIZIE, EMILIA-ROMAGNA, IN VETRINA
secca del po - immagine di repertorio

Coldiretti, 2 febbraio 2016 – Oltre un miliardo di euro. A tanto ammonterebbe il costo per effetto della siccità di queste settimane che, a parere della Coldiretti, colpirà soprattutto il Made in Italy agroalimentare. I coltivatori temono infatti il ripetersi del disastro del 2007 quando ad un inverno siccitoso è seguito un pesante crollo dei raccolti, spiega la stessa organizzazione agricola. La situazione più grave si registra soprattutto nelle regioni attraversate dal grande fiume: dal Piemonte alla Lombardia, dall’Emilia al Veneto si realizza il 35% della produzione agricola nazionale che è fortemente dipendente dalla disponibilità di acqua. Ma nel bacino idrico del Po si toccano i minimi storici.

E se si registrano già sofferenze nella coltura degli ortaggi invernali, a preoccupare sono le prossime semine di mais e soia, necessarie per l’alimentazione degli animali che producono latte utilizzato per produrre Parmigiano e Grana. Senza dimenticare poi la ripresa vegetativa delle piante da frutta, che senza acqua rischiano di perdere i fiori e di non fare frutti.

Tutta colpa “di un gennaio caldo e secco con il 60% di pioggia in meno della media, e di un dicembre che si è classificato come il meno piovoso da 215 anni, con il 91% di precipitazioni in meno rispetto la media in un anno, il 2015, che è stato il più caldo di sempre con 1,42 gradi in più della media” sottolinea Coldiretti. La situazione, inoltre, è grave anche nei laghi che a fine gennaio si trovano prossimi ai minimi storici.

 

E quest’anno come va? L’ultimo bollettino regionale Arpae della siccità, relativo allo scorso mese di dicembre, rilevava che le piogge erano state inferiori alla norma di circa l’80% delle attese climatiche. Soprattutto sulle province occidentali, particolarmente piacentino e parmense, dove il mese di dicembre è stato il terzo mese consecutivo, con conseguenze negative, nella ricarica idrica dei terreni e delle falde.

Tutti dati che si ritrovano nei livelli idrometrici del fiume Po che a Pontelagoscuro, nel pomeriggio di oggi, segnava un -5,47. Insomma senza pioggia il livello del grande fiume si abbassa, rivelando paesaggi tipici delle grandi secche estive. Già lo scorso anno, la siccità del mese di gennaio, era stata la decima più importante dal 1923. Poi febbraio portò le piogge e la situazione migliorò. Le previsioni quest’anno dicono pioggia già nei prossimi giorni. Speriamo bene

Lascia una risposta

TOP