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Sopralluogo agli impianti dei Consorzi di Bonifica

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Marino Zani, Francesco Vincenzi, Massimiliano Pederzoli, Massimo Gargano (Gabriele Arlotti)

Duecentomila ettari a rischio idraulico, danneggiate due tra le più importanti idrovore d’Italia, rischio siccità, 67 milioni di euro di danni agli impianti di bonifica. Il sottosegretario Braga incontrerà il ministro Passera per la definizione delle risorse.

MIRANDOLA (5 giugno 2012) – Al dramma umano si sommano le ferite ai luoghi e agli impianti dei Consorzi di Bonifica. A Mirandola prende il via il sopralluogo del sottosegretario di Stato con delega all’agricoltura, Franco Braga, con i vertici dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi), dell’Unione Regionale Bonifiche Emilia Romagna (Urber) e della Regione Emilia-Romagna: serve a fare il punto sulla situazione dopo il sisma dove tra Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Mantova e Bologna d’inverno la troppa acqua è allontanata meccanicamente e, d’estate, buona parte degli stessi impianti e canali serve per irrigare e garantire il meglio dell’agroalimentare Made in Italy.
Singolare il fatto che ottanta fra le persone colpite dal sisma, e ora senza casa, sono impegnate per trovare prime soluzioni ai tanti problemi: sono le donne e gli uomini della bonifica.

Marino Zani, Francesco Vincenzi, Massimiliano Pederzoli, Massimo Gargano (Gabriele Arlotti)

“L’impegno encomiabile di queste persone è il segno dell’impegno che oggi prima di tutto ci prendiamo: a garantire tutto quanto possibile per scongiurare il rischio idraulico, da un lato, e quello della morte dei campi per siccità dall’altro”.
“Dobbiamo evitare che gli impianti idraulici si fermino definitivamente” ha spiegato Massimo Gargano, presidente Anbi al Sottosegretario all’Agricoltura, Franco Braga.
L’esponente del Governo ha annunciato che incontrerà domani il Ministro allo Sviluppo Economico, Passera, per la determinazione delle risorse disponibili; da una prima stima, i danni alla rete idraulica ammonterebbero a quasi 70 milioni di euro.
“Al sottosegretario – prosegue Massimiliano Pederzoli, presidente dell’Unione regionale delle Bonifiche dell’Emilia Romagna – presentiamo la situazione così come è, con 200 mila ettari di terreno ora a rischio idraulico, oltre la metà a rischio siccità; 63 milioni e mezzo di euro di danni in Emilia-Romagna, 4 milioni e mezzo di danni in Lombardia a opere di bonifica di sei consorzi. Danneggiamenti o gravi lesioni a 57 impianti. Tra questi ultimi, anche, Pilastresi (Cdb Burana) e Mondine (Cdb Emilia Centrale), due degli impianti idrovori più importanti d’Italia, dai quali dipende la sicurezza idraulica di una fetta di pianura padana grande come la provincia di Napoli. Mentre il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) assicura acqua in un comprensorio di 3000 chilometri quadrati, la rete di bonifica compresa tra i Consorzi di bonifica Burana, Emilia Centrale, Terre dei Gonzaga, Renana, Pianura di Ferrara garantisce la sicurezza idraulica in zone ora terremotate dove le stime indicano una perdita di Pil pari al 2% del Pil nazionale o, quantomeno, danni per 5 miliardi di euro. Altri danni in queste zone non sono sostenibili.”
L’Anbi e l’Urber si sono espresse per avanzare sia al commissario straordinario alla ricostruzione sia al Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali una serie di piani straordinari per potere ricostruire o consolidare tutto quanto è stato danneggiato. E’ già stato predisposto, in ogni consorzio, l’elenco degli interventi urgenti per ripristinare il servizio d’irrigazione e ridurre il rischio idrogeologico.
Soddisfazione per l’impegno assunto dal Governo è stato espresso anche dal Direttore Generale A.N.B.I., Anna Maria Martuccelli,
“Adesso stiamo facendo con le nostre forze – è l’appello di Pederzoli – ma è oltremodo chiaro che gli stessi consorzi necessitano di risorse per fare fronte agli interventi di urgenza che stanno mettendo ininterrottamente in campo da due settimane”. In gioco è il futuro degli stessi consorzi che, nelle zone colpite, gestiscono una rete di 11 mila chilometri di canali e oltre 300 impianti: nel comprensorio del Burana il 90% di questi è distrutto, inagibile o danneggiato. Le immagini delle crepe lungo i canali o quelle dell’idrovora di Mondine a rischio crollo si raccontano da sole.
Il Sottosegretario Braga ha infine annunciato la disponibilità del Governo a condividere con ANBI e con i suoi tecnici l’individuazione di soluzioni antisismiche provvisorie, ma capaci di garantire la ripresa delle attività.
L’appello di Gargano e Pederzoli è sostenuto dai presidenti dei Consorzi colpiti e presenti al sopralluogo: Francesco Vincenzi (presidente del Consorzio di Bonifica Burana), Marino Zani (Emilia Centrale), Ada Giorgi (Terre dei Gonzaga), Franco Dalle Vacche (Pianura di Ferrara), Giovanni Tamburini (Renana), oltre che dello stesso Canale Emiliano Romagnolo di cui Pederzoli è presidente. Con loro, sui luoghi di bonifica danneggiati, anche numerosi amministratori e presidenti di altri consorzi di bonifica d’Italia.