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“Il Piave mormorava” a Pontelagoscuro

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Venerdì 8 giugno alle ore 21 alla sala Nemesio Orsatti di Pontelagoscuro primo appuntamento dei due incontri letterari  “Il Piave mormorava – storie di eroi e profughi a 100 anni dalla Grande Guerra” dedicati a Duilio Merli, soldato ferrarese, medaglia d’oro al valor militare, e a Giuseppe Rigo, profugo friulano, ospitato anche a Casaglia di Pontelagoscuro.

Tre attori di teatro, Lorenzo Giossi, Luca Mauri, Vittorio Tovoli per la regia di Giacomo Bollini, esibiscono nella serata dell’8 giugno una conferenza-spettacolo nella quale recitano brani tratti dal libro “L’ora K“, saggio dedicato alla storia umana del soldato Duilio Merli di Coronella, scritto da Armando Calori, giovane ufficiale al cui comando obbediva il soldato Merli.

In una scenografia spoglia, una vecchia scrivania, qualche cassetta di legno coperta da sacchi di juta, i 3 attori  interpretano la storia di un eroe dimenticato, Duilio Merli, le cui gesta sono state raccolte nel libro “L’ora K” dal tenente Arnaldo Calori, testimone dell’atto di valore del soldato, poi grande sostenitore della sua onorificenza che si fece carico di promuovere presso i comandi militari. Fu così che alla memoria del giovane venditore ambulante di ortaggi di Coronella venne assegnata la medaglia d’oro al valor militare, riconoscimento purtroppo raro per i soldati semplici, giacchè in tutta la provincia di Ferrara ne furono assegnate solo tre.

Merli morì in combattimento sul Carso il 27maggio 1917, durante la decima battaglia dell’Isonzo, nelle trincee antistanti il paese fantasma di Castagnevizza, ridotto a un cumulo di macerie dall’artiglieria italiana e mai del tutto occupato dalle fanterie del Regio Esercito. Merli è uno dei caduti del Carso, il maledetto Carso: l’arida e sterposa pietraia che per quasi tre anni risultò un ostacolo praticamente insormontabile per i soldati italiani.

Il libro è inoltre il veicolo di una raccolta di fondi per i restauro di un monumento d’epoca presente ancora oggi, a distanza di 100 anni, all’interno del cimitero militare di Kamno in Slovenja, a pochi km. da Caporetto.

Il Piave mormorava” è un’iniziativa patrocinata dal Comune di Ferrara e organizzata dalla Pro Loco Pontelagoscuro in collaborazione con la sezione ferrarese dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia in occasione del centenario della Grande Guerra in continuità con altre iniziative svoltesi nei mesi scorsi.

Il secondo appuntamento, dedicato al profugo friulano Giuseppe Rigo,  è in programma venerdì 15 giugno e sarà un incontro letterario con l’autore Giacinto Bevilacqua del libro “Profugo a 15 anni. La storia di Giuseppe Rigo” scritto ed edito da Giacinto Bevliacqua. Sarà presente l’Assessore alla Sanità, Servizi alla Persona, Politiche Familiari del Comune di Ferrara  d.ssa Chiara Sapigni.

Giuseppe Rigo, ancora adolescente, già lavoratore insieme al padre lontano da casa, si trova nel bel mezzo della prima guerra mondiale a dover obbedire all’editto Cadorna, che obbliga tutti gli italiani di età compresa tra 15 e 60 anni a recarsi al distretto militare per la chiamata alle armi. Il caos regnante nel novembre del 1917, con un esercito allo sbando a seguito della disfatta di Caporetto, fa sì che Giuseppe venga convinto insieme con tanti altri compagni di sventura a salire a Treviso sul primo treno diretto verso ovest e sud. Inizia così uno straordinario viaggio che condurrà Giuseppe lungo tutta la penisola per approdare profugo ad Aci Castello in Sicilia. Dopo alcuni mesi riprende il viaggio verso nord per contribuire come operaio alla causa italiana ed arriva fino a Brescia. Il peregrinare di Giuseppe lo porta ancora nel mantovano per approdare, nell’estate 1918, infine a Casaglia di Pontelagoscuro. Qui vive il 4 novembre 1918, giorno dell’armistizio, e da qui riparte per l’agognato ritorno a casa.

Le serate sono ad ingresso libero per tutti.