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Terremoto in Emilia: giornalisti e rispetto delle norme deontologiche

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Il presidente dell'OdG dell'Emilia Romagna Gerardo Bombonato

Cronache voyeuristiche, dignità delle persone, notizie frettolose, clima allarmistico: l’OdG invita la categoria all’osservanza delle regole e al buon senso.

Il presidente dell'OdG dell'Emilia Romagna Gerardo Bombonato

Nella riunione del 5 giugno il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna ha discusso sull’informazione che è stata data sul terremoto che ha colpito le popolazioni emiliane.
Gerardo Bombonato, presidente dell’OdG dell’Emilia-Romagna, nel ringraziare e dare atto ai molti colleghi che stanno operando con grande professionalità e rigore in condizioni di grave difficoltà, ha però rilevato che non mancano comportamenti e cronache che poco hanno a che fare con l’etica e la professione.
Le vicende di Brindisi sulle quali sono in corso procedimenti disciplinari da parte di altri Ordini, e prima ancora di Avetrana, e le recenti cronache sui suicidi a raffica di imprenditori e lavoratori, dovrebbero indurre a maggiore attenzione e cautela per offrire ai cittadini un’informazione responsabile e credibile. Questo non sempre avviene e non è avvenuto in occasione del sisma in Emilia. In particolare nell’informazione radiotelevisiva, dove si assiste troppo spesso al saccheggio dei sentimenti altrui contravvenendo alla legge sulla privacy e al principio fondamentale della nostra deontologia: il rispetto per la dignità delle persone.
Oltre a tutto, con tali servizi si dà anche l’immagine di grande povertà culturale, di un giornalismo cinico e stupido con domande che sono prima di tutto un insulto all’intelligenza di chi le pone. Che senso ha chiedere al parente della vittima o alla signora davanti alla casa distrutta: “cosa prova in questo momento?”. Che senso ha trasformare la gente stremata e affranta tra le macerie o nelle tendopoli in un bieco show, in una sorta di Grande Fratello collettivo?
Certo, sappiamo fin dai tempi della tragedia di Vermicino (41 anni fa) che il dolore della gente costa poco e produce molto in termini di audience, ma occorre anche rammentare ai colleghi tutti che questa visione voyeuristica della realtà, questo vampirismo della lacrima in diretta, nulla hanno a che fare con l’essenzialità di una informazione corretta e responsabile e, peggio, che notizie frettolose e non verificate spesso finiscono col creare un clima allarmistico.
Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna invita quindi tutti i giornalisti, a cominciare dai direttori delle testate e i caporedattori, al rispetto delle norme deontologiche che la stessa categoria si è data, evitando di diffondere immagini e notizie lesive delle persone, e ricorda che in caso di violazioni non esiterà ad intervenire disciplinarmente. Le regole ci sono, anche se – come ricorda il presidente nazionale, Enzo Iacopino – basterebbero il buon senso e la nostra coscienza.