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Barriere anti plastica ai murazzi

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barriere anti plastica ai murazzi

Torino avvia la sperimentazione del progetto ‘Il Po d’aMare’: barriere galleggianti consentiranno di raccogliere le plastiche e gli altri rifiuti galleggianti trasportati dal fiume. Obiettivo è intercettarli prima che arrivino al mare e monitorare di che tipo di rifiuti si tratti.

Il progetto pilota – il primo all’interno di una città – voluto da Iren e Amiat, è stato predisposto da Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Consorzio Castalia e Corepla, con il coordinamento dell’Autorità del bacino distrettuale del fiume Po, il patrocinio del ministero dell’Ambiente, dell’Aipo e la collaborazione della Città di Torino.

L’area interessata dal progetto è quella compresa tra i ponti Umberto I e Vittorio Emanuele I. I moduli hanno una superficie di 2.400 metri quadrati l’uno occupando una larghezza di 40 metri dalle sponde, nell’area centrale resterà aperto un canale di 30 metri di larghezza per consentire la navigabilità del fiume.

Tramite un’imbarcazione ‘Sea hunter’ e operatori da terra, i rifiuti verranno raccolti in appositi cassoni gestiti da Amiat, che conferirà le plastiche presso un impianto Corepla che si occuperà della successiva valorizzazione dei materiali.

Dichiara Chiara Appendino, sindaco di Torino: “La sperimentazione di modalità innovative per liberare il Po dalla spazzatura, separando la plastica da altra immondizia e l’avvio di un processo di riciclo del materiale raccolto è una eccezionale opportunità per proteggere la salute di fiumi e mari. Torino punta a diventare un città plastic free e ‘il Po d’aMare’ rappresenta anche un importante momento per sensibilizzare i cittadini nella difesa dell’ambiente naturale”.