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Un passo avanti per il terzo ponte di Cremona

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15 febbraio 2012

E’ ormai una decina d’anni che se ne parla. Una struttura avveniristica, il ponte ad arco più lungo d’Europa. Serve? Non serve? Negli ultimi anni se lo sono chiesti tutti. Un piccolo “Ponte sullo Stretto” con i suoi problemi di impatto ambientale e le sue penali da pagare nel caso non sia realizzato. Pensato in tempi lontani di continuo sviluppo industriale e in previsione di un traffico pesante sempre crescente l’opera, almeno sulla carta, è stata definita nel tempo e da enti ed associazioni diverse “pista di scorrimento per camion”, “un’opera tanto faraonica quanto inutile e dall’impatto ambientale devastante”, “un’autostrada sulla testa della gente”. Tra corsi e ricorsi al Tar, in questo ultimo decennio sono state tante le ipotesi di indennizzo alla gente e all’ambiente. Ieri la giunta provinciale di Cremona si è occupata delle opere di compensazione ambientale collegate al progetto e tutte da attuare nell’area del porto: con i 4.500.000 finanziati dalla Regione verrebbe fatto il lifting della struttura (asfaltatura, magazzini, manutenzione straordinaria) e con i 5 stanziati da Centro padane verrebbe realizzato il secondo intervento del terminal ferroviario. Come si legge su La Provincia (il quotidiano di Cremona e Crema): “La Provincia, in accordo con il Comune per quanto riguarda la viabilità nella zona del porto, aveva espresso parere favorevole alla costruzione (proposta da Centro Padane) del terzo ponte a condizione, come ricorda l’assessore alla Pianificazione e Coordinamento territoriale Giovanni Leoni, che l’evidente penalizzazione di quell’area venisse adeguatamente compensata con opere risarcitorie in grado di garantire la sicurezza al suo interno.