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Un Po a cavallo!

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SUGGESTIONI DI UN’AMAZZONE TORINESE ALLA CAVALCATA DEL PO DELLE COLLINE
testo di Sara Magaton – foto Ente Parco Po e Collina Torinese

tela di Frits Thaulow

Sabato 31 agosto e domenica 1 settembre si è svolta la prima edizione della Festa del Po nel Chivassese. L’iniziativa patrocinata dall’Ente Parco Po e Collina Torinese, fortemente voluta dal suo Presidente Giuseppe Bava, ha lo scopo di promuovere e far conoscere le bellezze naturali e paesaggistiche del territorio, unite alla pratica dello sport e del tempo libero. Si sono svolte, dunque, su itinerari diversificati, passeggiate a piedi e/o in Nord walking oppure in bicicletta, nonché trekking a cavallo.

In questa occasione è stato inaugurato il primo tratto dell’ippovia del Po che da San Sebastiano si estende fino a Verrua Savoia lungo un percorso di diciannove chilometri.

Accorsi da diverse località piemontesi, circa cinquanta tra amazzoni e cavalieri, hanno presenziato all’evento.
Ed è così che sotto la guida esperta e attenta del guardiaparco Sergio Abena, ognuno si è potuto cimentare lungo impegnative salite sui bricchi, addentrandosi in ombrose macchie boschive dalla vegetazione folta e verdeggiante, misurando la propria abilità tecnica nel discendere, poi, tortuosi sentieri infangati e sconnesse pietraie. Una cavalcata, quella del sabato, iniziata inerpicandosi fino a raggiungere la Croce del Bosco del Vaj, per poi ridiscendere verso Chivasso attraversando il Ponte sul Po, e scorgerne la “presa” dal Canale Cavour (importante arteria irrigua per tutto il Piemonte e le sue famose risaie); quest’ultimo poi seguito lungo gli argini per un considerevole tratto attraverso vari paesi.

Il percorso si snoda successivamente tra forre ricche di felci e di muschio fino a poter lambire il Grande Fiume, la cui vista si apre di incanto in tutta la sua maestosa bellezza, con le sue garbate e silenziose sponde, le sue acque dallo scorrere perpetuo ed apparentemente tranquillo, ma se violate, insidiose e talvolta irrimediabilmente mortali. A procedere, la domenica, un piacevole alternarsi di paesaggi dai morbidi declivi e di pianure, costeggiando campi coltivati a granoturco e rogge brulicanti, lungo i terrapieni, di libellule dalla livrea fosforescente di un intenso viola-cobalto.
Poi di nuovo un appassionante abbraccio con il fiume. Stormi di gabbiani, seguiti da un solitario airone bianco, si innalzano in volo mentre i cavalli, accaldati, si abbeverano e scalpitano battendo gli zoccoli fino ad intorpidire il freddo e cristallino fondale. Voci allegre si mescolano al nitrire ed allo scalpiccio dei cavalli ed io che sono lì, in sella al mio Snappy, contemplo in silenzio il paesaggio ed assorta, mi viene alla mente una splendida tela di Frits Thaulow,… e tutto diviene poesia!