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Una tassa anche sulle biciclette?

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di Andrea Dal Cero

Un’eventualità alla quale nessuno (quasi nessuno) aveva pensato. E mentre ce ne stavamo belli tranquilli a pensare a come pagare le tasse che ci sono già, c’era chi progettava di farci pagare anche il bollo per la nostra bicicletta, dopo averci dovuto attaccare magari pure una targa.
Mezzo di locomozione storico di tutte le nostre terre, futuro dello sviluppo turistico del territorio fluviale, rifugio obbligato per chi non può più permettersi il carburante l’assicurazione e tutte le altre spese di un’automobile, la bicicletta potrebbe ora diventare l’ultima frontiera della tassazione in Italia, il punto di non ritorno di una decenza pubblica ormai al lumicino.
I fatti dell’ultima settimana.
“Targa e bollo anche per le bici” Bufera sulla proposta del senatore Pd. titola il Corriere della Sera del 26 novembre a proposito di un emendamento al ddl di riforma del Codice della Strada, presentato il 25 novembre dal senatore Pd Marco Filippi, e diffusa dal sito BikeItalia.
Tassa sulla bici, la proposta del senatore Filippi (Pd) scatena la protesta dei ciclisti. Rincara la dose il Fatto Quotidiano dello stesso giorno riportando la voce di molte associazioni di ciclisti che ravvisano nella proposta del Pd Filippi un esplicito riferimento alle biciclette e secondo cui le parole del senatore suonerebbero più o meno come “definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale”. Le associazioni si dicono convinte che per idonea tariffa s’intende una sorta di tassa simile a quella automobilistica mentre per modalità d’identificazione s’intenda una vera e propria targa.
A distanza di cinque giorni, dopo che l’hastag #labicinonsitocca è diventato un fenomeno virale, e soprattutto grazie all’impegno di migliaia di persone e associazioni che si sono impegnate a fondo in questa ultima trincea del buon senso fiscale, pare che il senatore Filippi abbia deciso di accantonare (almeno per il momento) la sua bella idea.
Varrebbe solo per le attività commerciali, tipo i risciò” sembra che abbia detto per motivare le sue intenzioni. Come se il problema della camorra che gestisce tutto il traffico dei risciò a Roma potesse essere risolto dal codice della strada….
Non so immaginare quale sarà la prossima brillante idea del senatore Filippi, ma lo avverto fin da subito: la bici non si tocca. Soprattutto la mia.