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Venezia: Federimorchiatori chiede un’approfondita riflessione e soluzioni adeguate per tutti

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il porto di Venezia visto dal canale di Porto Marghera

 

Comunicato stampa

il porto di Venezia visto dal canale di Porto Marghera

Le misure di sicurezza ambientale che in questi giorni hanno come oggetto le navi da crociera che transitano nella Stazione marittima di Venezia possono e devono essere attivate salvaguardando i sistemi  economici locali, già fortemente messi a dura prova da questa lunga recessione che sta colpendo tutti i comparti. Chiudere l’accesso della Stazione marittima di Venezia alle navi da crociera significa cassare migliaia di posti di lavoro nel porto, nel commercio e nei trasporti aerei con un sol colpo di spugna.

Grazie anche al servizio di rimorchio portuale e a tutti i servizi tecnico-nautici, le navi quotidianamente scalano i porti italiani – quasi tutti prevalentemente sviluppati in acque che lambiscono i centri storici urbani delle città – consentendo l’esecuzione delle manovre di entrata ed uscita in spazi estremamente ristretti e congestionati tutti i giorni dell’anno, con qualsiasi condizione di visibilità di giorno come di notte,  in totale sicurezza.  Il pericolo quotidiano non è costituito dalle grandi navi, ben assistite e tecnologicamente molto avanzate, ma spesso da imbarcazioni più piccole, che affrontano con troppa disinvoltura  e fiducia nella proprie abilità  la  navigazione  nei canali e lungo le linee costiere o che non investono in manutenzione.

Federimorchiatori invita i decisori ad una riflessione più approfondita ed ad un approfondito confronto tecnico con gli addetti ai lavori per trovare soluzioni adeguate per tutti.

 Roma 30 settembre 2013