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Annullato il cimento degli orsi polari di Torino

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Il cimento invernale degli orsi polari quest’anno non si farà. Questo a causa dell’emergenza sanitaria che ancora ci costringe a barcamenarci con distanziamento sociale, mascherine, tamponi e vaccini.

Un evento che ha visto il numero dei temerari e delle temerarie aumentare di anno in anno. Se nel gennaio del 2014 i partecipanti furono 44, nel 2019 – anno della centoventesima edizione dell’evento – furono con persone di tutte le età: si andava da due bambini di 7 e 8 anni agli 85. All’impresa e contato fra i partecipanti anche Kolt, il cane di uno dei temerari.

Ma torniamo alle origini: il cimento ebbe inizio nel 1899. Sulla Stampa del 21 dicembre di quello stesso anno un breve trafiletto invitava “tutti i soci, nonché le persone presentate da essi” ad Un bagno nel Po per la notte di San Silvestro.

I soci sono quelli della Rari Nantes, allora appena costituita grazie ad un gruppo di appassionati nuotatori guidati dal colonnello Nino Vaudano. Nato a Milano nel 1879 era non solo un nuotatore ma uno sportivo a tutto tondo. Uno sportivo che amava le sfide e a cui l’idea dell’ardimento dava una spinta in più. Una persona per la quale nuotare era sicuramente bello ma nuotare con temperature gelide era ancora meglio.

Il cimento invernale come idea non nacque a Torino però. Lo stesso Vaudano partecipò ad iniziative simili organizzate e no. Sicuramente partecipò alla prima nuotata invernale tenutasi a Milano nel gennaio del 1895. Si trattava di percorrere 250 mt nel Naviglio Grande con l’acqua a 5 gradi.

Con temperature così fuori dalla media come in questi giorni chissà Vaudano cosa avrebbe detto.

In ogni caso Buon Anno dalla redazione del GdP !