Home in Vetrina La moltiplicazione dei soldi e il rilancio della navigazione a Torino

La moltiplicazione dei soldi e il rilancio della navigazione a Torino

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Vero che i soldi li darà l’Unione Europea nell’ambito del PNRR, il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Altrettanto vero però che i 10 milioni di euro per far tornare i battelli sul Po a Torino rappresentano un gran mucchio di denaro: e il denaro del PNRR non è gratis. La sua erogazione è soggetta  a 528 pesanti condizioni. Inoltre, quel denaro va in gran parte restituito.

Comunque, con 10 milioni di euro torneranno dal 2026 i battelli turistici fra i Murazzi, nel centro di Torino, e il Borgo Navile della limitrofa Moncalieri. Quanti saranno, al momento non è specificato. La delibera comunale relativa allo studio di fattibilità del progetto prevede che si tratti di imbarcazioni elettriche. Inoltre si costruirà per loro una rimessa e verranno sistemati i pontili rimasti in abbandono dall’alluvione 2016, che provocò il letterale naufragio delle due imbarcazioni fino a quel momento incaricate del servizio.

Sempre che si riescano a rispettare i tempi e sempre che l’Italia dimostri di avere un sistema di controllo efficace ed efficiente sulla gestione dei fondi del PNRR (è una delle condizionalità, pena la restituzione dei quattrini già eventualmente ricevuti), i 10 milioni per la navigazione sul Po a Torino sembrano ormai, per così dire, scolpiti nella pietra. Fanno parte del progetto “Torino, il suo parco e il suo fiume: memoria e futuro” (100 milioni complessivi) che, a sua volta, è inserito fra gli interventi culturali finanziati dal PNRR per un ammontare pari a sei miliardi.

Torino ha cominciato a sognare di ripristinare la navigazione sul Po già pochi mesi dopo l’alluvione 2016, durante la quale i battelli Valentino e Valentina, sganciatisi dagli ormeggi, si sono schiantati contro il ponte di piazza Vittorio Veneto sotto gli occhi di una piccola folla impotente ed attonita. Il battello Valentino è stato recuperato poco dopo, mentre Valentina, trascinata via e poi inghiottita dai flutti, è riemersa successivamente alla diga del Pascolo ed è stata portata in secco da una gru quasi un anno più tardi.

Nell’ottobre 2020 si decise di vendere e rottamare i battelli naufragati e prese corpo l’intenzione di ripristinare la navigazione sul Po acquistando un’imbarcazione ibrida (elettrica e diesel) da 60 posti per un milione di euro. Ora la somma a disposizione diventa dieci volte più alta!