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Il lupo del Po ha parlato

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Il lupo del Po ha parlato. Era vissuto in pieno Medio Evo, e dunque in vece sua si sono espressi i più moderni strumenti di esame dei suoi resti: un cranio fossile trovato nel 2018 su una spiaggia della località Boschi Marialuigia, sulla sponda destra del fiume ma in territorio cremonese. Un reperto importantissimo: i resti ossei dei lupi medievali sono molto rari in Europa. Tutto ciò che il cranio del lupo medievale aveva da dire è riportato in un articolo scientifico pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica Historical Biology. Si può leggere gratuitamente online solo la sintesi; altri particolari sono nel comunicato stampa dell’Università La Sapienza di Roma, una delle istituzioni i cui ricercatori hanno partecipato allo studio multidisciplinare dei reperti.

Il rinvenimento del cranio del lupo medievale si deve a Davide Persico, professore associato presso l’Università di Parma nonché sindaco di San Daniele Po (Cremona). E’ anche uno degli autori dell’articolo scientifico. Il fossile si trova ora proprio a San Daniele Po, nel Museo paleoantropologico del Po.

L’articolo che Historical Biology dedica al lupo del Po aggiunge nuovi particolari a quelli già noti grazie ad un altro articolo scientifico pubblicato nel 2019 su Paleontology and Evolutionary Sience. Fra le firme, anche in questo caso c’è quella di Davide Persico. Era dedicato a vari resti fossili di lupo – Canis lupus per gli studiosi – rinvenuti in Italia, compresi quelli provenienti da Boschi Marialuigia. A proposito di questi ultimi, la ricerca del 2019 ha stabilito essenzialmente che l’esame al radiocarbonio consente di datarli a circa 900 anni fa e che il DNA mitocondriale (una piccola porzione del genoma ereditata solo per via materna) inserisce l’animale nell’aplogruppo 2. Significa che, per parte materna, il lupo del Po fa parte delle linee di discendenza più antiche dei lupi europei.

Fino a 2.700-1.200 anni fa l’aplogruppo 2 fa era dominante fra i lupi in tutto il continente ma ora persiste unicamente nel Canis lupis italicus, la sottospecie del lupo che si incontra in Italia. Tutti i Canis lupus italicus appartengono all’aplogruppo 2, che nel resto d’Europa è stato soppiantato dall’aplogruppo 1.

Su queste basi si innestano le novità ora pubblicate su Histoical Biology grazie ad analisi biometriche del cranio fossile e grazie alla tomografia computerizzata. Innanzitutto, l’esame ha rivelato che il lupo del Po era una femmina e che le caratteristiche del suo cranio sono ascrivibili a quelle del Canis lupus italicus, la sottospecie italiana. L’usura dei denti ha rivelato che l’animale aveva 6-8 anni. Visse, si precisa ora, nell’arco di tempo compreso fra il 967 ed il 1157 D.C.

Erano tempi grami per i lupi: l’inizio della loro fine in Pianura Padana, dove sono tornati solo pochissimi anni fa. Stavano infatti decollando disboscamenti, bonifiche, ampliamenti dei coltivi, fondazione di nuovi centri abitati: le trasformazioni del territorio che hanno segnato il Medio Evo italiano a partire più o meno dall’anno Mille.

Inoltre il lupo – anzi, la lupa – del Po soffriva di una grave parodontite, la malattia provocata da batteri nota anche come piorrea che causa la distruzione dei tessuti adibiti a sostenere e rendere stabili i denti. La lupa aveva perso per questo il canino sinistro e si era prodotto un grande foro che collegava l’alloggiamento del dente con la cavità nasale. Probabilmente era per questo assai indebolita. Impossibile però dire se sia stata la causa della morte.

Per un fossile di lupo ormai studiato a fondo, ce n’è un altro, fresco di ritrovamento su una spiaggia del Po, che aspetta ancora di essere sottoposto ad indagini. E’ quello proveniente da Zibello che è stato consegnato nel marzo scorso a Davide Persico, e da quest’ultimo al Museo paleoantropologico di San Daniele Po. Si tratta della parte sinistra di una mandibola, ancora con tutti i denti, che a prima vista sembra essere appartenuta ad un grande esemplare di sesso maschile. Non è ancora stata sottoposta alla datazione col radiocarbonio. E quando questo avverrà, un altro antico lupo del Po comincerà a parlare.

* Foto in copertina di Davide Persico