Home Acqua e Territorio 166 tipi di pesticidi rilevati da Ispra soprattutto intorno al Po

166 tipi di pesticidi rilevati da Ispra soprattutto intorno al Po

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Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha recentemente presentato il suo rapporto nazionale pesticidi nelle acque con i dati del biennio 2009-2010

Da quanto si ricava dalla ricerca il 13,2% delle acque superficiali mostra livelli di tossicità per gli organismi acquatici superiori ai limiti. Ancora più evidente, rispetto al passato, lo stato di contaminazione delle acque italiane superficiali e sotterranee: nel 2010 sono stati rinvenuti residui nel 55,1% dei 1.297 punti di campionamento delle acque superficiali e nel 28,2% dei 2.324 punti di quelle sotterranee, per un totale di 166 tipologie di pesticidi  (a fronte dei 118 del biennio 2007-2008) individuati nella rete di controllo ambientale delle acque italiane.

Si tratta, per la maggior parte, di residui di prodotti fitosanitari usati in agricoltura (solo in questo campo si utilizzano circa 350 sostanze diverse per un quantitativo superiore a 140.000 tonnellate) ma anche di biocidi (pesticidi per uso non agricolo) impiegati in vari campi di attività. Anche se spesso basse, le concentrazioni indicano a livello complessivo una diffusione molto ampia della contaminazione.

Le concentrazioni individuate, anche quando considerate basse, indicano una diffusione molto ampia della contaminazione da pesticidi delle acque italiane. E’ importante notare come nel 34,4% dei casi per quanto riguarda i punti delle acque superficiali e nel 12,3% dei casi per quanto concerne le acque sotterranee i livelli misurati risultino superiori ai limiti delle acque potabili. Dunque quasi il 50% delle nostre acque sarebbe inquinato.

Ovviamente la pianura padano-veneta risulta essere l’area dalla contaminazione che appare più diffusa, anche per via dell’intenso utilizzo agricolo. Tutte le pianure attorno al Po, come si può vedere nella mappa fornita da Ispra, sono un unico pannello rosso di pericolo. Per salvare il Grande Fiume dobbiamo cominciare a progettare un nuovo modello di sviluppo e di rispetto.

 Inoltre Ispra ricorda come i rischi legati alla contaminazione da pesticidi non debbano essere sottovalutati, in quanto ci si trova in presenza di sostanze dannose sia per gli organismi acquatici che per l’uomo. Essi potrebbero raggiungere il nostro organismo per contaminazione indiretta, attraverso la catena alimentare. Nelle acque superficiali le sostanze maggiormente rilevate sono risultate glifosate, AMPA, terbutilazina, terbutilazina-desetil, metolaclor, cloridazon, oxadiazon, MCPA, lenacil, azossistrobina. Nelle acque sotterranee continuano ad essere presenti contaminazioni da erbicidi e da sostanze fuori commercio da tempo, come la simazina e l’atrazina.