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Acqua e terra raccontano – Tradizioni piacentine del Po

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Giovani ed adulti per un patto tra le generazioni

Presentato la scorsa settimana presso la sede del Centro di Documentazione Educativa, in via Giordano Bruno a Piacenza, il libro “Acqua e terra raccontano – Tradizioni piacentine del Po”: la riflessione su una innovativa esperienza educativa che ha visto come protagonisti un gruppo di studenti del Campus Agroalimentare “G. Raineri – G. Marcora”  di Piacenza e alcuni adulti allievi dell’Università Popolare “Malvermi” dell’Auser di Piacenza.

Maria Ferri e Rosa Pagani, curatrici del libro e coordinatrici del progetto, hanno raccontato sia la valenza formativa che i contenuti dell’esperienza. Paolo Dosi, sindaco di Piacenza ha illustrato a grandi linee i programmi dell’Amministrazione Comunale per la valorizzazione del Po. Luigi Rabuffi, assessore all’ambiente con delega allo sviluppo del Po, del comune di Piacenza, ha presentato il “Protocollo d’intesa per la valorizzazione e promozione turistica del patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico del territorio fluviale del Po piacentino”. Andrea Burgazzi, assessore al turismo e difesa del territorio del comune di Caorso (Pc) ha vivamente apprezzato l’invito ad intraprendere azioni comuni per la salvaguardia e la valorizzazione del Po; i numerosi rappresentanti dei comuni rivieraschi presenti in sala si sono associati. E’ stato dato ampio riconoscimento al prezioso contributo delle numerose associazioni di volontari (come La Tana di Roncarolo) che difendono, valorizzano, promuovono il nostro grande fiume.

Scheda del libro

Nel ricercare le tradizioni piacentine del Po, specie quelle relative agli antichi piatti fluviali, ci si è ispirati al principio fondamentale di quella branca del sapere che va sotto il nome di civiltà della tavola: la gastronomia di un popolo dipende dall’ambiente in cui vive e dalla sua storia!

Ecco perché nel libro sono descritti la formazione della pianura padana nelle ere geologiche, il corso del Po nel territorio piacentino, i suoi maestosi meandri, le secche, le lanche, le mortizze, i sabbioni, le isole e gli isolotti, che costituiscono habitat particolarmente significativi sotto l’aspetto naturalistico.

Il clima favorevole e l’assetto idrografico, con la confluenza del Trebbia nel Po, hanno favorito nel corso dei secoli l’insediamento di diverse popolazioni nel territorio piacentino.

Particolare attenzione è stata dedicata ai Romani, che  nel 218 a. C dedussero in questi luoghi seimila coloni fondando una colonia che chiamarono Placentia, perché doveva piacere ai suoi abitanti grazie all’amenità dei luoghi.

Nei capitoli secondo e terzo sono stati brevemente descritti i più importanti momenti della storia di Piacenza: l’età comunale che vede il rifiorire della città dopo le invasioni barbariche; la dinastia farnesiana che ne cambia il volto con la costruzione della nuova cinta muraria bastionata (1525-1545); l’epoca fascista che con il suo piccone demolitore attua vistose trasformazioni urbanistiche.

E’ importante però sottolineare che i fatti storici sono sempre stati letti nelle loro dimensioni sociali: l’attenzione si è focalizzata prioritariamente sullo stile di vita dei piacentini nelle diverse epoche.

La navigazione sul Po e sul canale Fodesta, i rivi che, provenendo dal Trebbia, attraversano la città alimentando mulini, segherie e fiorenti opifici dimostrano che il destino di Piacenza è sempre stato segnato dalle acque; nel capitolo quarto del libro si passano in rassegna i mestieri di un tempo ad esse legati: il sabbiaiolo, il calafato, il pescatore, il barcaiolo, ecc.

Dopo aver descritto con accurate ricerche la fauna ittica del Po, vengono riportate le ricette della tradizione popolare piacentina trascritte spesso dai quaderni di appunti delle nostre nonne. 

Belle fotografie del Po nei suoi diversi aspetti rallegrano le pagine di questo libro che è il frutto di una attività di ricerca e di studio di studenti e di adulti impegnati in un progetto di interazione intergenerazionale.