Home Acqua e Territorio Ancora siccità – lo strazio del grande fiume

Ancora siccità – lo strazio del grande fiume

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Da quanto tempo non cade una pioggia minimamente degna del nome; e fino a quando dovrà durare lo strazio del grande fiume… Ormai le parole sono consunte. Eccezionale magra invernale e primaverile del Po, siccità drammatica in Italia settentrionale, portata del Po e degli affluenti mai così bassa in questa stagione da 50 anni, agricoltori che non riescono neanche a seminare. E’ già stato scritto e detto, ma bisogna dirlo di nuovo e ancora più forte, perché la situazione sta aggravandosi ulteriormente.

La poca pioggia all’inizio di aprile ha dato solo l’illusione del sollievo: come segnala l’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni), la “grave criticità” (così la chiama) della situazione idrica prosegue e ampie zone del Nord Ovest sono in una situazione di crisi estrema.

La produzione di energia idroelettrica è pressoché ferma, dato che in montagna i bacini sono semivuoti, e gli agricoltori sono costretti a ritardare ancora le semine, perché non spunterebbe nulla. Da Valenza Po, in Piemonte, viene una dolente video intervista ad un anziano uomo di fiume. La gente non si rende mica conto, dice in sostanza Angelo Bosio, 65 anni, abituato da una vita a salire sui barcè, le strette barche col fondo piatto tipiche della zona. Indica tutta la ghiaia emersa che non dovrebbe essere visibile nel fiume, indica il livello dell’acqua abituale in questa stagione: dovrebbe essere più alto di un metro e mezzo o anche due. Sembra poco? Si pensi all’estensione del Po il larghezza e in lunghezza, si pensi al volume di tutta l’acqua che manca.

L’Autorità di Bacino del Po a metà settimana ha fornito i numeri che inquadrano la situazione: la portata del fiume è inferiore del 60-70% rispetto alla media stagionale; a Piacenza si registra addirittura un -76%. Altri dati scelti fra quelli diffusi dall’Autorità: in montagna bacini pieni solo per un quarto e niente neve, a parte una recente spolverata in Appennino: di solito in primavera si fonde alimentando e gonfiando gli affluenti del Po. I grandi laghi lombardi sono in sofferenza. I problemi di falde e sorgenti risultano particolarmente gravi in alcune zone del Piemonte, del Piacentino e del Parmense ed arrivano ormai a toccare anche l’approvvigionamento di acqua potabile. Nel delta, il cuneo salino penetra per 14 chilometri nell’entroterra: l’acqua del mare risale il Po senza ostacoli, rendendo inservibile per l’irrigazione anche quel poco che ancora scorre nel fiume.

Si può aggiungere che le prime previsioni meteo stagionali per l’estate 2022 sono semplicemente brutali. Nell’Italia settentrionale e centrale, temperature anche di 2 gradi superiori alla media e piogge molto ma molto inferiori alla norma. Si sbaglieranno? Anche l’anno scorso ci si attendeva un’estate straordinariamente calda: e poi l’avverbio, almeno al Nord, è risultato eccessivo. Intanto i meteorologi lasciano sperare in un po’ di pioggia, ma poca, nella settimana fra Pasquetta e il 25 aprile.