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Cassa del Baganza, si parte – per mettere in sicurezza Parma

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Cassa del Baganza, c’è la data di avvio dei lavori. La partenza ufficiale del cantiere è fissata per mercoledì 13 ottobre, a sette anni dall’alluvione che nel 2014 colpì la città di Parma allagando interi quartieri.

È l’Associazione temporanea d’Impresa (Ati) “Strabag – Costruzioni Edili Baraldini Quirino” ad essersi aggiudicata la maxi-gara europea dal valore complessivo di 68 milioni di euro. Lo scorso 19 luglio è infatti scaduto il bando pubblicato da AIPo, quindi si sono svolte le attività istruttorie e di valutazione e nella giornata di ieri l’appalto è stato assegnato. Il costo complessivo dell’opera, considerando anche espropri, studi, progettazioni, verifiche ammonta a circa 79 milioni.

“Viene mantenuto l’impegno dell’Agenzia di dare il via all’intervento entro il mese di ottobre, preannunciato nei mesi scorsi, e ringrazio tutti i professionisti che con la loro attività hanno permesso di conseguire l’obiettivo”, afferma Irene Priolo, presidente del Comitato di Indirizzo AIPo e assessore regionale alla sicurezza territoriale. “La Cassa – prosegue – rappresenta l’opera idraulica più importante, anche dal punto di vista finanziario, ad oggi prevista nella programmazione delle opere di difesa del suolo in Emilia-Romagna”.

L’invaso potrà contenere fino a 4 milioni 700 mila metri cubi di acqua e occuperà un’area di 8,6 ettari nei Comuni di Parma, Collecchio e Sala Baganza.


 

I lavori, che dureranno salvo imprevisti quattro anni e mezzo, sono finalizzati alla messa in sicurezza del nodo idraulico della città di Parma, in cui i torrenti Parma e Baganza confluiscono, oltre che al miglioramento della difesa dalle piene a valle del capoluogo e nell’abitato di Colorno.

Le caratteristiche della cassa di espansione del torrente Baganza

La cassa di espansione del Baganza sarà realizzata a circa 15 km a monte della confluenza del corso d’acqua con il torrente Parma. Potrà contenere fino a 4 milioni 700 mila metri cubi di acqua e occuperà un’area di 8,6 ettari, estesa i territori dei Comuni di Parma, Collecchio e Sala Baganza. Sarà circondata da circa 3 chilometri e 300 metri di arginature la cui altezza varia in modo crescente dalla quota terreno fino a raggiungere, nella parte più a nord, una quota massima di 16 metri.

Sarà composta da due comparti, che entreranno in funzione in successione, a seconda della quantità d’acqua da invasare. Sono in tutto tre i manufatti in calcestruzzo previsti per consentirne la regolazione idraulica. Il manufatto principale è formato da una diga dotata di quattro paratoie mobili che serviranno a regolare la portata in uscita dal corso d’acqua, analogamente a quanto avviene per la cassa del torrente Parma.

Il progetto, dopo essere stato approvato in sede di VIA, valutazione di impatto ambientale regionale, ha avuto l’approvazione della Direzione Generale Dighe del Ministero delle Infrastrutture dopo il parere del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici.

Come previsto dalla normativa per le dighe, il progetto esecutivo è stato perfezionato e testato su un modello fisico in scala 1:40 realizzato nel Polo Scientifico AIPo di Boretto (Re) ; sul modello sono state effettuate prove e verifiche con la supervisione scientifica del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma.