Home ... ma Anche Cinque nuovi percorsi per conoscere le aree bonificate del Po

Cinque nuovi percorsi per conoscere le aree bonificate del Po

766
0
CONDIVIDI

Un’iniziativa per scoprire i luoghi di bonifica e i paesaggi agricoli della Bassa del Po con cinque percorsi, nuove tecnologie, mappe e anche un Museo Multimediale che sarà inaugurato domenica prossima alle 10,30. E’ Percorrere il paesaggio della Bonifica, presentato dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e Fondazione Telecom Italia a Boretto.
Finanziato dal bando “I Beni culturali invisibili” della Fondazione, solo dopo un anno dal terremoto, il progetto riesce a narrare la Valle padana con mappe, audio, video, immagini, informazioni, scaricabili da www.ilpaesaggiodellabonifica.it.
I cinque itinerari sono lungo le Chiaviche di Boretto sul fiume Po, la grande Botte Bentivoglio e l’impianto idrovoro di Gualtieri, le Casse d’espansione di Novellara diventate Valli naturalistiche, le estese Risaie dell’area carpigiana, gli imponenti Nodi idrovori di Mondine a Moglia e di San Siro a San Benedetto Po nel Mantovano.
“E’ la proposta di una terra ferita che, a un anno dal terremoto, sa fare leva sulle sue eccellenze per ripartire, richiamando turisti e dare valore alle comunità” ha spiegato Marcella Logli, segretario della Fondazione Telecom.
Il Museo multimediale della Bonifica a Boretto, prima tappa dei cinque percorsi organizzati, ha spiegato Marino Zani, presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale “ospita ora una soluzione tecnologica d’avanguardia per rendere leggibile il territorio; anche se manufatti architettonici come questo ancora garantiscono, a seconda delle stagioni, la sicurezza idraulica o l’irrigazione in uno dei comprensori più fertili d’Europa. Da oggi Reggio, Modena e Mantova si presentano con cinque itinerari plurivalenti naturalistici, culturali, multimediali per un turismo consapevole di riscoperta delle terre di bonifica”.
“La costruzione del territorio di bonifica è stato questo: un grandioso progetto compiuto, che ha reso possibile fare diventare un vasto catino depresso, che era la Pianura padana, in una delle aree di produzione agroalimentare più importanti d’Europa” ha concluso Tiberio Rabboni, assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna.