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Come leggere i fondali del Po ai fini della navigazione

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Chiatta da giorni bloccata sul Po tra Pontelagoscuro e Ro/Polesella

Pubblichiamo un articolo forse un po’ tecnico, ma utile per comprendere la difficile gestione della navigabilità del Po.

 Fonte: periodico online QUI PO, edito dall’Agenzia Interregionale per il Fiume Po. Firma  di Ivano Galvani.

“Le condizioni più efficaci (nell’anno 2020 ndr) le ha proposte, come al solito, il tratto Cremona – foce Mincio (120 km), dove l’alveo di magra è interamente sistemato con opere di regolazione di tipo longitudinale, con pescaggi di 2,00 m per 250 giorni/anno e fino a quasi 290 tra Boretto e foce Mincio. Il tratto maggiormente deficitario è foce Mincio – Pontelagoscuro (70 km) con fondali di 2,00 m per 136 giorni, dove non sono presenti opere di regolazione. E’ in corso la procedura di via del progetto definitivo per la regolazione dell’alveo nel tratto Castelmassa (RO)- Occhiobello (RO), finanziato per 15 milioni di euro.

Come noto, la navigazione a valle di foce Mincio può essere, comunque, supportata dalle capacità del canale Fissero-Tartaro-Canalbianco che scorre parallelamente al Po con fondali stabili di 2,50 m; il collegamento è consentito dalla conca di San Leone.
Anche il tratto superiore, a monte di Isola Serafini, è stato estremamente limitante con fondali di 2,00 m per poco meno di 100 giorni e condizioni molto più favorevoli per la navigazione turistica che richiede pescaggi inferiori.

L’analisi complessiva dei dati statistici … conferma le possibilità di una navigazione turistica che richiede pescaggi più bassi, anche se il 2020 è stato fortemente condizionato dalla pandemia Covid. La fascia tra 1,20 m e 1,60 m, che comprende la quasi totalità della navigazione da diporto, unitamente alle motonavi di stazza media per il trasporto passeggeri, consente di navigare per circa 300 giorni/anno con punte prossime ai 350 giorni nei tratti Cremona-foce Mincio e Pontelagoscuro-Volta Grimana. Il pescaggio di 2,50 m è stato garantito per meno di 150 giorni. Sono valori nettamente insufficienti per una moderna navigazione, che confermano la forte dipendenza dalle condizioni meteo-idrologiche del bacino del Po.

Draga aspirante refluente in azione

E’ necessario, per gli utilizzatori della via d’acqua, avere certezza sui valori minimi di pescaggio per consentire una corretta programmazione dei trasporti fluviali, che può essere perseguita solamente con il completamento delle opere di regolazione dell’alveo di magra per valori di portata del Po non inferiori a 400 mc/sec (portata garantita per almeno 340/giorni anno).

Gli approfondimenti e gli studi recenti hanno finalmente individuato la sistemazione a corrente libera, quale primaria soluzione per il miglioramento della navigabilità del fiume Po. Nei fiumi sistemati a corrente libera, dove i livelli non sono stabili e strettamente dipendenti dalle condizioni idrologiche del bacino di riferimento, la navigabilità si misura con il “livello equivalente”, pescaggio minimo garantito per 340 giorni/anno (concetto introdotto dalla Commissione Internazionale per la navigazione sul Reno agli inizi del ‘900 – dai 365 giorni vengono tolti convenzionalmente i giorni per magre estreme, piene e ghiaccio).

I due metri sono ritenuti un valore di pescaggio utile, per la capacità di portata delle imbarcazioni della navigazione interna, confrontabile con altri importanti fiumi europei nei tratti a corrente libera: l’Elba dal confine tra Cechia e Germania fino alle porte di Magdeburgo, il Reno nella parte inferiore da Strasburgo fino al mare ed il Danubio nel tronco tedesco, vicino all’Austria, tra Straubing e Vilshofen (circa 70 km dove il pescaggio minimo attuale è di 2,00 m …). E’ indubbio che la minore navigabilità del Po nel tratto inferiore, evidenziata anche nella media quinquennale, è peggiorata, con condizioni di portate mediobasse, anche a seguito della diminuzione degli interventi di dragaggio sui bassi fondali, effettuati con draghe aspiranti refluenti in dotazione all’AIPo, per le limitate risorse umane e finanziarie assegnate a questa attività negli ultimi anni.

Nel 2020 le motodraghe in armamento sono state due con attività necessariamente limitate per le restrizioni Covid e concentrata nel tratto Cremona – foce Mincio, in quanto il sistema idroviario consente, dal 2003 come già evidenziato, di utilizzare il Fissero – Tartaro – Canalbianco da Mantova fino all’incile con il canale Po – Brondolo con pescaggi stabili, regolati da sostegni idraulici, di 2,50 m. L’attività di dragaggio, supportata anche da servizi di dragaggio con motodraghe private esterne ad AIPo, ha interessato le principali località limitanti, con particolare attenzione per fronte Boretto, ….
Nel tratto Isola Serafini-Piacenza, dove le località limitanti sono Mortizza e Sardegna, non stati effettuati interventi di dragaggio.