Home in Vetrina PoMonf – l’anello dei boschi e del romanico

PoMonf – l’anello dei boschi e del romanico

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Da Torino le acque del Po si ritrovano costeggiate dalla pianura a sinistra e dalla collina a destra. Pianura da un lato, collina dall’altro e così ancora per vari km. Ma da San Sebastiano da Po – seguendo il fiume a una decina di km dopo Chivasso – le colline non sono più quelle che si vedono da Torino. Non sono le stesse perché cambia la faglia terrestre e geologicamente parlando entriamo in un altro territorio ritrovandoci nel Monferrato. Questa è una zona di dolci colline, la punta più alta è Albugnano con 549 mt. delimitato a nord dal fiume Po che si estende principalmente nelle provincie di Asti e Alessandria. Noi però ci fermiamo all’inizio del Monferrato al confine tra la provincia astigiana e quella torinese. Qui un piccolo numero di comuni ha deciso di ripristinare sentieri in buona parte già esistenti, mettendoli in sicurezza, dando loro nuova vita e nuove opportunità: il PoMonf.

I comuni implicati nel progetto sono Casalborgone, San Sebastiano da Po, Lauriano, Castagneto Po, Tonengo, Berzano San Pietro, Aramengo e Albugnano.

Ci racconta di questo percorso Romina da Lozzo, assessora di Casalborgone, comune capofila del progetto.

GdP: Intanto perché il nome PoMonf?

Romina Da Lozzo: PoMonf è la versione contratta di “Dal Po al Monferrato: anello dei boschi e del romanico”. E’ stato pensato e ideato per valorizzare il bello di questo territorio, una bellezza sia declinata in termini naturalistici sia in termini storico-culturali.

GdP: Com’è nato il progetto?

Romina Da Lozzo: Il progetto è nato già qualche anno fa, nel 2014, all’epoca io non ero ancora nell’amministrazione comunale. Nacque per rispondere alla possibilità offerta dalla Regione Piemonte di creare e accatastare nuovi sentieri da agganciare a percorsi già esistenti. In zona esisteva già il percorso Superga-Vezzolano-Crea. Si pensò quindi di creare un percorso che potesse i toccare i punti di maggior interesse di ogni singolo comune. Nacque un anello che ad Albugnano, con una piccola deviazione della rotta principale si congiunge con questo percorso, più o meno a metà strada tra la Basilica di Superga nella collina torinese e il Santuario di Crea.

GdP: Nato e poi cresciuto… come?

Romina Da Lozzo: Ideato il percorso e accatastati i sentieri sono potuti partire i lavori di sistemazione del tracciato con relativa messa in sicurezza. Tutto il percorso è mappato dal GPS. Gli interventi sono terminati nel 2018. Un lavoro complesso nella sua interezza. In ogni comune sono state realizzate infrastrutture che potessero nel tempo accogliere e sostenere potenziali visitatori. Ogni comune ha adesso una sua area camper tranne Lauriano e San Sebastiano dove si è avuta la possibilità di sistemare locali in disuso trasformandoli in foresteria.

GdP: Come riconoscere un percorso appartenente al PoMonf?

Romina Da Lozzo: I sentieri sono tutti segnalati da una doppia banda orizzontale arancione e verde, che sono i colori del sole e del verde delle colline. Gli stessi colori che si ritrovano come sfondo del logo. In più sono state realizzate bacheche informative collocate in vari punti del percorso.

GdP: E poi?

Romina Da Lozzo: La scorsa estate, con la riapertura dopo il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria abbiamo potuto organizzare camminate per promuovere la conoscenza del PoMonf. Il motto è diventato Turismo a casa nostra anche per sottolineare come, nonostante la difficoltà a muoversi dovuta all’epidemia, si poteva comunque praticare una nuova modalità di evasione e conoscenza, molto vicina e alla portata di tutti.

Il primo passo sono state delle camminate, grazie alla dell’Asd Casalborgone, lungo tratti sempre diversi del PoMonf. Tratti di una decina di km alla volta, una difficoltà affrontabile anche dai meno allenati, una volta a settimana. Un modo per stare insieme, conoscere il territorio e stare bene, momenti che dopo il primo lockdown, fisicamente ed emotivamente pesante per tutti, sono stati apprezzati.

In autunno è stata poi la volta del primo E-bike Tour, con un giro di 28 km sempre lungo il percorso del PoMonf. Come per le camminate, la proposta ha avuto un buon riscontro, anche con persone venute da fuori, da Torino ad esempio e che all’occorrenza hanno potuto usufruire del servizio noleggio ebike.

GdP: Quali sono i punti di maggior interesse?

Romina Da Lozzo: Posso citare solo qualcosa, ma uno sguardo alla cartina risponde meglio visto che i punti d’interesse sono molti. Il PoMonf attraversa la Zona Speciale di Conservazione Bosco del Vaj e il Bosc Grand dove troviamo la Rul Verda, esemplare di Cerro-sughera (Quercus Crinata), inserito nella lista degli alberi monumentali d’Italia. In Piemonte ne esistono solo altri due esemplari. Sempre in ambito naturalistico il percorso tocca il bosco delle orchidee e la radura delle farfalle, tra Tonengo e Piazzo. Molte sono le chiese romaniche toccate dal PoMonf: San Genesio, il Santuario di Castagneto Po fino al Romitorio di Lauriano. Poi San Michele, San Siro e altre ancora fino a quel gioiello che è l’abbazia di Vezzolano raggiungibile grazie a una deviazione dall’anello vero e proprio, deviazione che permette di raggiungere da un lato il Sacro Monte di Crea e dall’altro la Basilica di Superga a Torino.  

GdP: Passato, presente… e il futuro?

Romina Da Lozzo: Anche il futuro è un cammino! Adesso il PoMonf è una realtà praticabile fatta di sentieri ben segnalati, in buono stato di manutenzione e mappata da GPS. L’idea è di permettere la fruizione del sentiero non solo agli escursionisti a piedi ma anche a chi preferisce la bicicletta, chi il cavallo, mettendo a disposizione e facendo conoscere ai turisti le ricchezze e proposte locali. Essenziale è poi trovare una realtà che possa curare questo lavoro prendendosene cura e facendolo crescere, cosa che non può essere fatta dalle singole amministrazioni comunali. Il PoMonf si propone quindi come il progetto di un intero territorio, di una comunità che mette a disposizione le sue bellezze e la sua storia.

Per gli interessati le cartine e altre informazioni utili sono disponibili sulla pagina facebook Pomonf Experience.

Nota: Albugnano è il punto più alto del Monferrato ma non dei comuni interessati al Pomonf dove a Castagneto Po troviamo il Bric del Vaj con i suoi 583 m