Home Arte, Cultura, Spettacoli DELTA – Il bracconaggio sul fiume diventa un thriller

DELTA – Il bracconaggio sul fiume diventa un thriller

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Lunedì 11 gennaio hanno avuto inizio le riprese di Delta, il nuovo film di Michele Vannucci, che avrà come protagonisti Alessandro Borghi e Luigi Lo Cascio. Il regista, classe ‘87, che ha già esordito con l’opera “Il più grande sogno”, premiata con il David Di Donatello nel 2017, decide oggi di cimentarsi nel racconto delle storie di fiume, narrando di quella periferia, troppo spesso dimenticata, che vive tra le acque e il confine degli argini.

Il Delta del Po è il teatro dello scontro tra bracconieri e pescatori. Osso (Luigi Lo Cascio) vuole difendere il fiume dalla pesca indiscriminata della famiglia Florian, in fuga dal Danubio. Insieme ai Florian c’è Elia (Alessandro Borghi), che in quelle terre ci è nato. Travolti dalla violenza cieca e dalla sete di vendetta, i due si affronteranno tra le nebbie del Delta scoprendo la propria vera natura in un duello che non prevede eroi.

Il thriller si svilupperà nei paesaggi del Po, che Vannucci riporta all’attenzione del grande schermo dopo tanti anni di assenza, sviluppando una storia che trae spunto dai racconti e dai personaggi di fiume in cui si è imbattuto durante il suo lungo pellegrinaggio nel delta.

Foto tratta da https://www.rbcasting.com/altri-articoli/2021/01/11/ciak-per-delta-con-alessandro-borghi-e-luigi-lo-cascio/

L’associazione Unione Pescatori Estensi dichiara nel suo ultimo post su Facebook che “sono tre anni che, tra mille incertezze e vicissitudini tipiche del periodo e dello spettacolo, stiamo collaborando con il cast per la realizzazione di questo film, ci abbiamo creduto fin dall’inizio ed è stata un’enorme soddisfazione, pochi mesi fa, sapere che il film sarebbe stato realizzato e con un cast eccezionale. Nei prossimi giorni alcuni volontari saranno presenti sul set come comparse, ricostruendo alcune situazioni ispirate a fatti realmente accaduti. Avevamo detto tante volte che le nostre storie sembravano da film. Ora faranno un film thriller che avrà come sfondo il Grande Fiume e la pesca di frodo”.

Tra le fila delle comparse figureranno tanti volontari che hanno preso concretamente parte alla lotta al bracconaggio ittico in acque interne, ragazzi provenienti dai territori più colpiti di Emilia-Romagna e Veneto, aderenti alle associazioni di pescatori sportivi di UPE, Gruppo Siluro Italia, Eurocarp, FIPSAS Rovigo e Commissione per lo Sviluppo e la Promozione della Pesca Ricreativa. A queste associazioni va riconosciuto il merito di aver portato all’attenzione dell’opinione pubblica una vera e propria associazione mafiosa, ignorata e sminuita dai più per molti anni solo perché, alla base del suo profitto, aveva il pesce d’acqua dolce, reo di non fare notizia ed attirare l’attenzione come altre notizie di cronaca.

Michele Valeriani, di Gruppo Siluro Italia, membro della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e Promozione della Pesca Ricreativa FIPSAS, anch’esso presente sul set durante le riprese, ci tiene a sottolineare che “non a caso questa storia si svolgerà nel delta tra Ferrara e Rovigo, proprio i territori che per quasi un decennio sono stati distrutti dalla pesca illegale e dove, per anni, noi pescatori sportivi abbiamo denunciato il degrado e l’illegalità lungo canali e fiumi, ignorati dalle amministrazioni che hanno sottovalutato il fenomeno, cresciuto poi fino ad assumere le dimensioni di un’organizzazione per delinquere internazionale. Si poteva intervenire prima? Certamente sì. Se non altro vedendo questo film molti si renderanno conto di quale situazione paradossale si era creata nei territori del basso corso del Po. Non è proprio qualcosa di cui vantarsi comunque, se fai un film che parla di camorra lo giri in Campania, per cosa nostra vai in Sicilia, se tratti di ndrangheta vai in Calabria e se parli di mafia del pesce non puoi che girare tra Ferrara e Rovigo, sono questi i territori dove il bracconaggio ittico ha avuto più possibilità di proliferare impunemente”.

Il film è scritto da Massimo Gaudioso, Fabio Natale, Anita Otto e Michele Vannucci, è prodotto da Matteo Rovere e Giovanni Pompili, una produzione Groenlandia e Kino Produzioni con Rai Cinema con il sostegno della Regione Emilia-Romagna ed il supporto di Emilia-Romagna Film Commission. Le riprese dureranno circa sei settimane e si svolgeranno nel Parco del Delta del Po Emilia-Romagna (Comacchio, Goro, Mesola, Codigoro, Argenta, Ravenna), Tresigallo, Ferrara, Berra ; Polesine Camerini, Porto Tolle, Santa Maria in Punta (Ro); Delta del Danubio in Romania.

Il Po, scenario in cui si svolgerà Delta, è ancora oggi un patrimonio tanto immenso quanto sottovalutato, rimasto per anni vittima inerme di bande di delinquenti organizzati ed, ancora oggi, leso da inquinamento, malagestione e scarichi abusivi. Gli amanti del Grande Fiume si augurano che, grazie al film, esso possa essere rilanciato, il turismo fluviale e la pescaturismo ad esempio creano posti di lavoro in tutto il continente europeo, mentre in Italia resta un settore quasi inesistente e nemmeno regolamentato, come se il fiume fosse visto ancora solo come qualcosa da sfruttare, da cui trarre profitto, ma sul quale non si investe mai.

Il film di Michele Vannucci si presta a rendergli l’onore e il rispetto che merita.