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Due nuove autostrade nella pianura: TiBre minaccia la Bassa Parmense e OrMe vuole invadere tutti i parchi fluviali

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Legambiente Emilia Romagna fa sapere che partiranno tra breve i lavori per la costruzione di un tratto dell’autostrada Tirreno Brennero (TiBre) che taglierà a mezzo la Bassa Parmense.
In realtà unirà solo Ponte Taro a Trecasali: 8,5 chilometri di nuova autostrada che attraverseranno due Siti di Interesse Comunitario, consumeranno più di 70 ettari di suolo, al costo di 513 milioni di euro di cui 30 per nuove strade cosiddette “complementari”. I comuni interessati sono principalmente Trecasali, ma anche Parma, Fontevivo, Fontanellato per brevissimi tratti ma “gratificati” con nuove strade complementari, e Sissa per la viabilità di cantiere.
A quanto ci dice Legambiente, il progetto ha più di trent’anni e vuole perseguire obiettivi logistici non più attuali al giorno d’oggi.
Nella Bassa Parmense, chiamata anche Food Valley, sono giù stati cementificati 12.000 ettari di campagna dal 1976 ad oggi.

Invece il nuovo progetto autostradale ad elevato impatto ambientale Orte-Cesena-Mestre è stato inserito dal Governo Monti fra le opere prioritarie da realizzare in project financing con gli incentivi fiscali previsti dalla legge 183/2011. L’autostrada attraverserà cinque Regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto), 11 province e 48 comuni; il tracciato prevede solo in parte la riqualificazione della E45, si sviluppa in parallelo alla SS 309 Romea e ha numeri da brivido: 396 km di lunghezza, 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli.
Questa nuova autostrada provoca gravi danni ambientali a carico di importanti zone di interesse storico, paesistico, ambientale: Parco del delta del Po, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta, Parco delle Foresti Casentinesi, valli dell’Appennino centrale.
Favorisce la cementificazione delle aree libere attraversate o adiacenti agli svincoli. Privilegia ancora una volta il trasporto su gomma a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili.
E’ inutile in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 Romea e la E45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che diventerebbe di fatto un doppione della A-1 e della A-14/A-13.
Meno della metà dei soldi destinati alla Mestre-Orte sarebbero sufficienti per sanare il dissesto idrogeologico dell’intero Paese, dicono i portavoce di http://www.stoporme.org.

Domenica 25 maggio a Ravenna, Casa Melandri – Sala d’Attorre, via Ponte Marino, 2 dalle ore 10 alle 17,30, la rete nazionale Stop Or-Me organizza il convegno “Nuova autortrada Orte – Mestre: rompiamo il silenzio”.