Home Cattive Notizie E dacci oggi il nostro nitrato quotidiano

E dacci oggi il nostro nitrato quotidiano

1246
0
CONDIVIDI

E’ venerdì 4 dicembre. Alle Guardie Volontarie dell’Unione Pescatori Estensi, iniziano ad arrivare diverse segnalazioni provenienti dalla frazione di Zerbinate, nel comune di Bondeno. Alcuni pescatori lamentano che dal Cavo Terre Primo, il canale che passa proprio per il centro del paese, arrivano odori nauseabondi dovuti a uno sversamento di liquami di origine agricola. Nello stesso canale avvertono che è in corso una evidente moria di pesce.

E’ prima del fine settimana e in un periodo prossimo alle piogge. Questo è tutt’altro che un caso, ma un vero e proprio modus operandi di quelle aziende agricole che continuano a non attenersi ai limiti di spandimento di liquami fertilizzanti. Sono queste che, consapevoli della carenza di controlli ambientali tra sabato e domenica, approfittano di questa opportunità per compiere illeciti a danno dell’ambiente.

I volontari, accorsi sul posto nella giornata di sabato 5 dicembre, hanno registrato un video e denunciato il fatto al pronto intervento di Arpae, competente in materia. Oltre all’inquinamento, derivante dall’illecito spargimento di liquami, le guardie hanno documentato che qualcuno ha anche proceduto a modificare l’argine e l’alveo del canale di scolo, tentando così di celare l’evento inquinante e creando una diga di sbarramento, evitando che il percolato scoli in grande quantità direttamente nel canale al centro dell’abitato

La Comunità Europea, dal 1991, per affrontare il problema dell’inquinamento idrico e del suolo, ha emanato la Direttiva 91/676/CE, la cosiddetta “direttiva nitrati“, per limitare i danni ambientali causati da un abuso di fertilizzanti nel settore agricolo. Nonostante l’azoto sia un elemento nutritivo importante per la crescita delle piante, in alte concentrazioni risulta altamente dannoso per l’uomo e l’ambiente. Per tale motivo, in applicazione della normativa europea, Ferrara è sotto stretta osservazione a partire dal 2005, considerata zona vulnerabile altamente inquinata da nitrati, come del resto riportato dalle “Norme del Piano di Tutela delle Acque della Regione Emilia-Romagna” (PTA).

Nonostante ciò, sono tanti i cittadini che ogni anno lamentano fenomeni di inquinamento senza controllo, nel senso che troppo spesso il colpevole non viene individuato, o sanzionato secondo la legge. Ogni anno in tante frazioni di campagna si tollerano odori malevoli e si osservano impotenti i canali mentre si tingono di un colore marrone rossastro, che uccide tutto ciò che incontra lungo il suo corso. I liquami di biogas o di allevamento, quando arrivano nelle acque superficiali distruggono la vita, riducendo la biodiversità di fiumi e canali. I report successivi alle morie di fauna ittica, sempre realizzati dagli enti territoriali di controllo ambientale, menzionano soventemente la causa della morte come mera “anossia”, senza accennare al fatto che essa sia dovuta a qualche forma di inquinamento, derivante dalle attività umane.

Ispra conferma come l’inquinamento da nitrati stia mettendo a rischio la qualità delle acque, fondamentali per garantire salute e benessere dell’uomo. In Italia le zone umide riconosciute come aree d’importanza internazionale dalla convenzione di Ramsar sono ben 52, divise in 15 regioni, per un totale di 58.356 ettari di estensione. Duole evidenziare che, sempre secondo Ispra, il 47,6% di questi ambienti sia in cattivo stato di conservazione, il 31,7% inadeguato e solo il 4,7% in uno stato favorevole, idoneo a garantire la vita acquatica e le funzioni di fitodepurazione che tali ambienti, se intatti, sono in grado di garantire.

In un contesto così critico, gioca un ruolo fondamentale la tempestività e la frequenza dei controlli da parte dei tecnici di Arpae, gli unici abilitati a compiere campionamenti ed effettuare analisi ufficiali, utili per perseguire il reato ambientale.