Home Acqua e Territorio Emergenza idrica e non c’è pioggia all’orizzonte

Emergenza idrica e non c’è pioggia all’orizzonte

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La siccità e la magra epocale del Po stanno diventando una Caporetto per l’agricoltura, e non solo per quella. L’acqua comincia ad essere troppo scarsa per far funzionare gli impianti di irrigazione. La portata del Po continua a scendere ed è ora quasi nove volte inferiore alla media di giugno. Non c’è acqua per tutti ormai da molti giorni e decine e decine di Comuni, soprattutto in Piemonte, hanno razionato la potabile vietando di usarla di notte. L’ENEL ha dovuto spegnere la centrale idroelettrica di Isola Serafini (Piacenza). Va ad aggiungersi alle tre centrali termoelettriche di Moncalieri (Torino), Sermide e Ostiglia (tutte e due in provincia di Mantova) già fuori servizio perché l’acqua del Po è troppo scarsa per assicurare il raffreddamento.

La poca acqua rimasta è diventata oggetto di dispute che coinvolgono Stati e Regioni. La Lombardia si è rivolta invano alla Svizzera. Ha chiesto al Canton Ticino di fare affluire più acqua nel Lago Maggiore, a beneficio di agricoltori ed impianti idroelettrici, ma si è sentita rispondere che l’acqua è scarsa anche da loro. Stesso risultato per l’assetato Piemonte, che sperava in un aiuto da parte dell’altrettanto assetata Valle d’Aosta. L’Autorità di Bacino del Po si è rivolta al Lago di Garda, affinché rilasciasse acqua da immettere nel fiume, ma si è trovata di fronte il no dei sindaci del Trentino.

Ci si attende un Dpcm per estendere all’intera Italia settentrionale il razionamento della potabile, forse sul modello piemontese o forse con rigidità ancora maggiore. Probabilmente il Governo dichiarerà lo stato di emergenza nazionale. In base alle prime anticipazioni, il provvedimento dovrebbe rendere più facili gli interventi urgenti: risarcimenti agli agricoltori, impiego di autobotti per rifornire centri abitati, precedenza all’irrigazione e all’erogazione della potabile nell’uso dell’acqua rimasta.

Anche se i problemi stanno estendendosi all’Italia centrale, l’epicentro della crisi sono il Po ed il suo bacino, nel quale si concentra il 30% della produzione agricola italiana. Almeno da settant’anni il grande fiume non era ridotto in questo stato: ma siamo solo all’inizio dell’estate e di solito la secca peggiore si verifica in agosto.

Il mosaico di notizie compone un quadro impressionante. L’Osservatorio siccità dell’Autorità di Bacino parla di “esaurimento delle portate” lungo tutta l’asta del Po, addirittura!, e per questo ha disposto di ridurre del 20% il prelievo di acqua a scopo irriguo, così da salvaguardare l’approvvigionamento di acqua potabile nel Ferrarese, che è assicurato in gran parte dal fiume. Peraltro verso Ferrara sta marciando a passo di carica il cuneo salino: il Po è talmente malridotto che l’acqua salata del mare lo risale per 16 chilometri durante la bassa marea e per 21 chilometri durante l’alta marea.

I numeri del bollettino ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni) sono tragici. A Pontelagoscuro, a poche decine di chilometri dalla foce, la portata del Po si è dimezzata in due settimane ed ora è pari a soli 170 metri cubi di acqua al secondo o poco più: la media 2001-2021 indica invece per giugno 1500 metri cubi d’acqua al secondo a Pontelagoscuro – quasi nove volte tanto – e 800-900 metri cubi d’acqua al secondo in agosto, mese in cui la portata spesso è la più bassa dell’anno.

Ancora secondo i dati ANBI, i grandi laghi ai piedi delle Alpi sono vicini al record negativo (Como pieno solo al 13,5%; Maggiore al 20%) mentre i fiumi lombardi e piemontesi continuano a decrescere e hanno una portata generalmente inferiore di oltre il 60% rispetto a quella solita per la stagione.

La situazione è ancor più drammatica se si considerano i torrenti che percorrono le valli delle Alpi. Sulle montagne durante l’inverno è caduta ben poca neve e quella poca è già tutta fusa. Così in Piemonte il torrente Varaita, che percorre l’omonima valle e che si getta in Po vicino a Saluzzo, è scomparso [] nel giro di un solo giorno.

L’estate è ancora lunga, le previsioni meteo sono impietose. In una situazione simile o peggiore bisogna reggere altri due mesi. Almeno.