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Tutti pazzi per il granchio blu (con videoricetta)

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quanto costa granchio blu

Tutti pazzi per il granchio blu. Ma forse le movimentate notti di Goro sono frutto di un equivoco. Il granchio blu è certo un ottimo boccone ed è richiesto dal mercato; tuttavia il prezzo, seppur rispettabile, non è certo stratosferico. Nulla a che vedere con i 150 euro al chilo di cui talvolta si favoleggia.

La spiaggia di Goro, il paese di pescatori situato nel punto in cui il delta del Po incontra il mare, ha richiamato nelle settimane scorse decine e decine di cinesi. Arrivavano ogni sera per fare incetta di granchi blu e, a sentire i pescatori, erano peggio delle cavallette: sporcavano, tagliavano le reti in cerca di qualcosa da usare come esca. Per questo scopo portavano anche con sé carcasse di galline.

Le proteste dei pescatori sono rimbalzate dai giornali locali fino all’edizione di Bologna del Corriere della Sera e fino ai quotidiani nazionali Il Messaggero di Roma e La Stampa di Torino. Il Messaggero riferisce che la mobilitazione dei carabinieri ha posto fine alla caccia notturna.

Sporcizia e reti danneggiate a parte, per quale motivo i pescatori di Goro si arrabbiavano? Perché le virtù gastronomiche dei granchi blu, di recentissima scoperta, si sono dimostrate degne di grande attenzione. Con i risvolti economici del caso.

I granchi blu sono una specie aliena, cioè che non fa parte della fauna italiana. Sono originari delle coste americane che si affacciano sull’oceano Atlantico e sono arrivati nel Mediterraneo verosimilmente insieme all’acqua di zavorra delle navi. A Goro si è visto il primo esemplare nel 2007. Ora la specie pullula lungo tutte le coste adriatiche.

Questi animali hanno grandi dimensioni (raggiungono i 15-20 centimetri) e sono capaci di rapido accrescimento; amano le zone in cui le acque dolci incontrano quelle salate, come appunto Goro e il delta del Po; sono praticamente onnivori e dotati di un appetito assai robusto; non hanno di nemici naturali. Sono caratteristiche che fanno di loro una delle 100 specie invasive particolarmente dannose per il Mediterraneo. Le specie invasive sono quelle che si riproducono a dismisura, alterando gli equilibri dell’ecosistema.

Il nome scientifico del granchio blu è Callinectes sapidus. Un nome, una garanzia: in latino, sapidus significa saporito. Negli Stati Uniti è infatti molto apprezzato. Dato il buon sapore, gli esperti consigliano di contrastare l’invasione dei granchi blu mangiandoli: anzi, mangiandone molti. Fino a poco tempo fa, i pescatori li buttavano. Ma adesso non più. Sono ricercati dai buongustai, come negli Stati Uniti.

Visto che sono così buoni, quanto costano i granchi blu? Il Corriere della Sera pubblica cifre che allontanano la prospettiva della riduzione del loro numero attraverso l’impiego culinario. Anche 30-40 euro al chilo all’ingrosso, scrive; anche 150 euro nei ristoranti.

Possibile, tutti ‘sti soldi per dei granchi di cui l’Adriatico e il delta del Po sono pieni? Il Giornale dei Marinai infatti ridimensiona notevolmente i prezzi. Il granchio blu nel Mediterraneo costa 15 euro al chilo, e in alcuni Paesi del Mediterraneo orientale appena 5 euro al chilo. Negli Stati Uniti, 11-19 dollari al chilo. A costare 150 euro (anzi, dollari) al chilo, è un altro granchio blu, quello che gli statunitensi chiamano reale: il blue king crab. E’ gigantesco (arriva a pesare otto chili) e vive nell’oceano Pacifico settentrionale, acque dell’Alaska comprese.

Dunque il prezzo del granchio blu è accostabile a quello dell’autentico pollo ruspante e biologico. Un po’ caro, sì, ma non carissimo. Se a questo punto qualcuno si sentisse ispirato, ecco uno spunto per cucinarlo. Il video spiega proprio tutto: anche come ucciderlo evitando di buttarlo vivo nell’acqua bollente, come pulirlo e come spolparlo.