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I pescatori di frodo entrano nell’oasi, rubano, distruggono, mangiano e bevono a volontà. Una minaccia per la gente, una sfida alle istituzioni

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Campotto (FE). Un assalto all’oasi, l’ennesimo. Una ruberia che non ha precedenti. Una situazione che ha toccato il fondo e che ha superato il limite della tolleranza. Ma c’è di più: una sfida, quella dei pescatori di frodo, diretta alle istituzioni. Un affronto alle guardie volontarie e a tutti coloro che difendono un patrimonio come l’oasi di Campotto riconosciuta anche come Sic/Zps(Sito di interesse comunitario/Zona di protezione speciale), e vale a dire un bene europeo. Ma per i pescatori di frodo, tutto questo non esiste. Per loro è solamente una fonte di guadagno e per questo sarebbero persino arrivati a dire ad una guardia giurata: «È ora che la smettiate di rompere: noi dobbiamo lavorare». Insulto, minaccia?

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