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Incontro tra Federazione Italiana Canottaggio e Società torinesi con sede sociale sul Fiume Po

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Roma, 13 novembre 2013 – La Federazione Italiana Canottaggio e il Comitato Regionale Piemonte, in considerazione della questione riguardante il pagamento dei canoni di concessione demaniale da parte delle Società torinesi, con sede sulle sponde del Fiume Po, hanno indetto una riunione in concomitanza con lo svolgimento della Silver Skiff. Lo scopo del tavolo di lavoro è stato quello di comprendere le comuni problematiche sociali in vista dell’incontro al vertice che avverrà a Roma, il prossimo 5 dicembre, tra il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il Sindaco di Torino Piero Fassino.

All’incontro erano presenti, insieme al Presidente del Comitato Regionale FIC Piemonte Stefano Mossino, tutte le società rivierasche rappresentate dai rispettivi dirigenti: SC Caprera Diego Lancelotto, SC Armida Gianluigi Favero, Circolo Amici del Fiume Mauro Crosio, SC Esperia Carlo Pacciani, RSC Cerea Renato Valpreda, Cus Torino Mauro Tondonati, SC Eridano Dora Mignano, Sisport Fiat Massimo Prandini, Amici del Remo Luigi Matteoli.

Alla discussione, oltre al Presidente federale Giuseppe Abbagnale, hanno partecipato i Consiglieri Mimmo Perna, Mario Luigi Italiano e il Vice Presidente Davide Tizzano, quest’ultimo delegato dal Presidente del CONI ad acquisire le varie problematiche ed approntare una richiesta/proposta comune a tutte le Società in grado di contribuire a risolvere la delicata questione del pagamento del canone demaniale, l’aumento del quale penalizzerebbe oltremodo l’attività sociale dei sodalizi remieri torinesi.

L’atto formale presentato dal CONI al Primo Cittadino di Torino, oltre a contenere le indicazioni emerse durante l’incontro, evidenzierà anche la storicità delle Società torinesi. Un elemento sostenuto, in maniera incontrovertibile, dal fatto storico che sia la FISA che la FIC, e ovviamente il canottaggio italiano, sono nati a Torino divenendo, insieme con i sodalizi remieri dove si svolge il canottaggio, tra i quali la Cerea che quest’anno compie 150 anni di vita, patrimonio della città. L’eventuale e auspicata soluzione potrebbe riguardare anche tutte le Società che si affacciano sulle aree demaniali italiane.