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Io non ho paura del lupo

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Luca Ramponi, 16 anni, abita a Campotto, una frazione di trecento anime del comune di Argenta, incastonato nel Parco del Delta del Po. Da quando Luca ha saputo dell’avvento del branco di lupi nelle sue zone (vedi anche – http://www.ilgiornaledelpo.it/il-ritorno-dei-lupi-del-po/ ), ha iniziato a seguirne le le tracce in maniera discreta e, con le sue fototrappole, ha girato immagini eccezionali.

“Fin da bambino vagavo estasiato per le campagne, i boschi e i corsi d’acqua del delta, godendo delle sue bellezze naturali, eppure ancora oggi che continuo a perlustrare il mio territorio trovo posti nuovi, una sorta di piccoli paradisi, dove amo riscoprire ciò che è rimasto selvatico”, dice il giovane ambientalista. Quando il meteo e le stagioni lo permettono, per andare al liceo, a Lugo, prende la mountain bike e percorre l’argine della Botte, poi il torrente Idice, sopra la Vallesanta, almeno 15 chilometri buoni di strade bianche e capezzagne, immerse nella natura.

Luca ha saputo dell’avvento dei lupi grazie al video di un cacciatore argentano, registrato nei pressi del torrente Idice : “Abitando a meno di due chilometri dalla zona dell’avvistamento, la cosa mi ha esaltato. Dopo circa una settimana, ero in macchina e li ho visti dal vivo fuggire nel fitto della vegetazione. Da li mi è scattata la molla. Ho scoperto di avere un’anima da cacciatore, ma di quelli evoluti, che non devono imporsi con le armi sulla natura per poterne godere. Mi sono detto: cavolo, adesso voglio rivederli da vicino!” (vedi anche http://www.ilgiornaledelpo.it/eccezionale-avvistamento-del-branco-di-lupi-di-campotto/)

Così, insieme al padre Mauro, già Guardia Ittica Volontaria, ha deciso di imbracciare la sua prima fototrappola e sistemarla nelle zone dove riteneva probabile il passaggio dei lupi.
“Abbiamo iniziato con una sola fototrappola, sono passati un po’ di giorni senza che accadesse nulla, ma eravamo fiduciosi della posizione”, fa una pausa mentre racconta, “ora non posso spiegare a parole l’emozione che abbiamo provato alla vista della prima foto del lupo, è stata incontenibile”.

L’utilizzo di fototrappole permette agli appassionati di essere il meno invasivi possibile nell’ambiente naturale, in cui ci si reca giusto il tempo di posizionarle, per poi  levare il disturbo. Con le recenti strumentazioni è possibile vedere da remoto immagini e video, direttamente dal computer di casa. Mentre le fototrappole di Luca sono quelle “vecchio stile”, che registrano tutto sulla schedina USB e, solo quando le si recupera, si scopre se si è immortalato, o no, qualche selvatico.

“Altrimenti viene meno tutto il fascino e la soddisfazione dell’attesa e della sorpresa. Che non è mai scontata”, dice, “molte volte non si registra nulla di interessante e si va solo a sostituire le batterie, ma un viaggio nel bosco non è mai un viaggio a vuoto”.
L’obiettivo, in ogni caso, è lasciare pochissime tracce del proprio passaggio, per non disturbare l’equilibrio della natura, ed è non appena svanisce l’ultimo odore dell’uomo, che gli animali riprendono indisturbati i propri spazi.

Luca è anche un abile pescatore sportivo, passione che ha ereditato dal padre e che l’ha portato a relazionarsi con gli habitat di valle, passando giorni e notti lungo sponde, in tenda, aspettando una cattura, rispettando rigorosamente la pratica del catch and release. “Quando sono sul fiume mi confronto con la sua Regina, la carpa, mentre se vago per i boschi cerco il Re, il lupo”. Quando finisce la sessione di pesca, padre e figlio ripuliscono lo spot dai rifiuti, lasciando la sponda spesso migliore e più decorosa di come l’avevano trovata. Per questo motivo sono fondatori del gruppo Plastic Free di Argenta, che si occupa proprio di ripulire gli ambienti naturali dai rifiuti lasciati dall’uomo.

La passione per l’ambiente e la sua profonda conoscenza del territorio hanno portato Luca a fare da guida locale a Luigi Lo Cascio e Greta Esposito, due dei protagonisti del film Delta, di prossima uscita nelle sale. “E’ stata una bellissima esperienza conoscere attori di quel calibro e trascorrere con loro alcune giornate, raccontandogli cosa significa vivere in questi luoghi, apprezzarli e volerli proteggere. Gli ho pure preparato il pranzo a base di salumi e piadina romagnola, per farli entrare a dovere nella parte”.

Le storie di Luca sono uniche, ma ricordano quelle delle vecchie generazioni di ragazzi che vivevano tutto il giorno in sella alla bicicletta, tra campi e canali, sulle sponde, con la lenza in acqua, sempre in giro a vivere qualche nuova avventura, godendo dell’ambiente a 360 gradi, rigorosamente in compagnia.

Oggi dice di non essere una mosca bianca e che, anzi, alcuni amici si uniscono spesso ai suoi vagabondaggi, mentre almeno un ragazzo su due dei suoi coetanei dimostra interesse alla questione ambientale. Certamente la sua consapevolezza non è comune, “la presenza di questi predatori significa che ci sono prede disponibili, che le aree protette e le oasi stanno funzionando. Per fortuna sono una specie protetta, ma per farli restare è necessario continuare a tutelare gli habitat, garantendogli riparo e cibo. Ovviamente non sono un pericolo per noi, basta non attirarli o provocarli. Io non ho paura del lupo”.

LINK VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=G68mNxhXrmo