Home Arte, Cultura, Spettacoli La ‘saunara’ due secoli dopo

La ‘saunara’ due secoli dopo

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Documenti e immagini in mostra per ricordare il bicentenario della Chiozza & Turchi.

Gli albori dell’industrializzazione ferrarese riprendono vita da oggi, sabato 13 ottobre, alla Sala Nemesio Orsatti di Pontelagoscuro. Alle ore 17, infatti, si inaugura una mostra di immagini e documenti dedicata alla Chiozza & Turchi, industria di saponi profumati che conobbe periodi di grande notorietà in Italia ed all’estero a cavallo tra Ottocento e Novecento.
La storia della “saunara”, come familiarmente viene ancora oggi chiamata la fabbrica, è indissolubilmente legata alla storia di Pontelagoscuro, dove si installò a est del ponte ferroviario nella golena del Po. La produzione iniziò nel 1812 e per 116 anni fu guidata con rara continuità dalle famiglie che la fondarono, garantendo al territorio ferrarese lavoro e prestigio.
Nel 1858, grazie all’attività di ricerca del chimico interno Luigi Spanocchi, diede avvio alla produzione industriale di saponi speciali per toilette, rivaleggiando con i marchi più prestigiosi francesi, inglesi e non solo, conseguendo premi e riconoscimenti in innumerevoli esposizioni e fiere nazionali ed internazionali del settore arrivando ad esportare i propri prodotti di altissima qualità in 27 paesi in tutto il mondo.
Nel 1882, erano le 4 di notte di sabato 15 aprile, divampò un terribile incendio che causò la distruzione dello stabilimento per un danno stimato in un milione di lire dell’epoca, quando il fatturato raggiungeva le 150 mila lire annue. Ma come la fenice la Chiozza & Turchi risorse, e già nell’autunno successivo lo stabilimento era operante, ampliato da 1500 a ben 5mila metri quadrati di superficie coperta su un lotto di  11mila metri quadrati. La rinascita fu vigorosa: l’ampliamento fu necessario per ospitare nuovi impianti dotati di tecnologie all’avanguardia per l’epoca, tra i quali meritano una menzione le due enormi caldaie a vapore “Cornovaglia”, una nuovissima rete interna di rotaie per convogli  decauville utilizzati per il trasporto tra i reparti dei prodotti di lavorazione e nuovi collegamenti ferroviari allo scalo merci della stazione di Pontelagoscuro ed al porto fluviale sul Po.
Nei primi anni del secolo scorso la saponeria Chiozza & Turchi, riconosciuta come la migliore fabbrica italiana di saponi extralusso, contava oltre 120 lavoratori specializzati, che curavano ogni dettaglio della produzione, della vendita e della pubblicità. Quest’ultimo aspetto, in particolare, esprimeva il livello di prestigio raggiunto dal marchio che campeggiava nella grafica accattivante e moderna dei manifesti pubblicitari di artisti del calibro di Dudovich ed Honesthein, che si possono ammirare nelle riproduzioni esposte nella mostra.
La crisi seguita alla prima guerra mondiale fece sentire i propri effetti anche sulla Chiozza & Turchi: le insormontabili difficoltà negli approvvigionamenti delle materie prime  e la chiusura progressiva di vari mercati esteri provocarono un inesorabile declino che sfociò nella chiusura dello stabilimento di Pontelagoscuro nel 1928 e nel trasferimento della produzione a Milano. Dello stabilimento non rimane nulla, salvo le strutture murarie del montacarichi a fiume.
In occasione del bicentenario dell’avvio della produzione è possibile apprezzare la parabola di questa impresa imprenditoriale grazie all’instancabile attività di ricerca e catalogazione dello storico Walter Ferrari, presidente onorario della Pro Loco, coadiuvato da Luigi Lugaresi dell’Archivio di Stato di Ferrara, e da Andrea Cavallari, e grazie all’allestimento in sala posto in opera da Leonardo Bellinazzi e Patrizia Arnoffi del comitato Vivere insieme.
La mostra di immagini e documenti, organizzata dalla Pro Loco di Pontelagoscuro in collaborazione con il comitato Vivere Insieme e con la Circoscrizione 3, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Ferrara, è inserita nel programma della fiera di Santa Teresa e sarà visitabile fino al 28 ottobre. Gli orari di apertura saranno dal martedì al venerdì, dalle ore 16.30 alle ore 18.30. Sabato e domenica l’esposizione sarà aperta anche la mattina, dalle 10.30 alle 12. L’ingresso è libero.