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La terra bolle a San Giovanni del Dosso, al confine tra Lombardia e Emilia

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Il fenomeno è inquietante. Chi l’ha ascoltato da vicino ce lo racconta come un vero sobbollire sotterraneo: sembra che sotto le zolle del vigneto di Emilio Canossa, agricoltore in zona Pampano, ci sia una pentola piena d’acqua con tanto di fornello del gas acceso sotto. C’è n’è abbastanza per agitarsi comprensibilmente, ad un anno esatto dal sisma dello scorso anno.
Mentre Comune, Protezione civile e Regione Lombardia si interessano del caso, tra le possibili spiegazioni logiche del fenomeno c’è quella di una vena di gas metano che risale alla superficie attraverso una frattura della falda, oppure si è pensato al radon (gas nobile ma cancerogeno) che in altre occasioni è stato individuato nell’area e che comunque sarebbe un fenomeno naturale.
La pianura vicina al Po non è nuova a manifestazioni anomale di ordine geologico; il primo marzo di quest’anno abbiamo documentato l’apparizione di un geyser nei pressi di Copparo, un paese a qualche chilometro ad Est di Ferrara  Un geyser a Copparo: alcune anomalie e una moria di pesci.
In quel caso l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia definì l’episodio come “anomalo” in base alla quantità dell’acqua che veniva rilasciata e ad una moria di pesci verificatasi qualche giorno prima a un paio di chilometri di distanza.
Mentre si verifica se in letteratura esistano fenomeni simili al gorgogliare di San Giovanni del Dosso, dalla facoltà di agraria un amico tende a sdrammatizzare dicendo che flussi di metano verso la superficie sono “normali” in questi territori e sono le piogge abbondanti del periodo che, impregnate come sono, generano questo rumore che in un terreno asciutto sarebbe altrimenti irrilevante. Speriamo che abbia ragione.
Comunque il gas di San Giovanni, anche se avvicinato a una fiamma libera, non brucia.
Rilevante è il fatto che San Giovanni del Dosso, in provincia di Mantova, dista in linea d’aria un pugno di chilometri da Rivara, in provincia di Modena. E tutti sappiamo cosa si sarebbe voluto fare da quelle parti con il gas…
Le occasioni per ribadire che la gente del Bacino del Po non ha bisogno di alcun tipo di intervento che coinvolga il suo sottosuolo non mancano. Le comunità della Bassa Lombardo- Padana – Veneta  non hanno nulla da guadagnare da questi giochetti da petrolieri e hanno da perdere, oltre alla loro identità, ogni sicurezza sociale e ambientale.
Non ci stanchiamo di ripetere: niente trivelle nella nostra pianura!