Home Acqua e Territorio L’acqua quest’anno fino a quando ci basta

L’acqua quest’anno fino a quando ci basta

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La risorsa idrica c’è in tutto il distretto del Po, ma livelli di attenzione sulla Romagna, il Delta e il Piemonte.

Con il Lago Maggiore e il Garda quasi completamente invasati di risorsa idrica e l’arco alpino ancora parzialmente innevato il fiume Po registra portate nella media del periodo a Piacenza, Cremona, Boretto, Borgoforte e Pontelagoscuro: livelli che garantiranno acqua per le prossime settimane. Sotto osservazione però le aree più aride che già evidenziano alcuni segnali di attenzione come la Romagna, che ha il record di deficit di precipitazioni, nella zona del Delta, nel Biellese, Astigiano, Vercellese e parte della provincia di Torino.

Uno dei mesi di Maggio più freddi del decennio non ha favorito la rapida fusione del manto nevoso ancora presente sull’arco Alpino e questo fenomeno, non consueto, ha impedito una progressiva crescita delle portate del Fiume Po che comunque, in questo momento, si mantengono sostanzialmente nella media del periodo seppur caratterizzate da peculiarità a seconda dell’area presa in esame. Rispetto all’aggiornamento diffuso sette giorni fa dall’Autorità Distrettuale del Fiume PoMinistero della Transizione Ecologica la previsione di disponibilità di risorsa idrica – in relazione ai livelli registrati ed aggiornati nelle ultime ore nelle stazioni di riferimento Piacenza, Cremona, Boretto, Borgoforte e Pontelagoscuro – si presenta, nel complesso, sensibilmente in aumento. Questo scenario, su scala distrettuale, potrà ulteriormente a beneficiare dell’attuale regime ciclonico che sta investendo il paese e che prevede per i prossimi giorni altre precipitazioni piovose che però cadranno molto probabilmente in modo non uniforme.

È buona e dunque invariata, con quote lacuali prossime o superiori alle medie di riferimento, anche la situazione dei grandi laghi e della loro capacità di invaso: il Lago Maggiore si attesta su una percentuale del 93% di riempimento, con un afflusso di 279,7 m3/s (metri cubi al secondo) e un deflusso di 302 m3/s; il Lago di Como al 68,2% di riempimento (afflusso 271,4 m3/s, deflusso 178,4 m3/s); il Lago d’Iseo al 97,9 % di riempimento (afflusso 77,4 m3/s, deflusso 74 m3/s); il Lago di Garda al 94,3 % di riempimento (afflusso 68,5 m3/s e deflusso 70 m3/s) e infine il Lago d’Idro al 42,3%, con 24,7m3/s di afflusso e 28,5m3/s di deflusso.

Da questo particolare momento dell’anno in poi, fino al termine della stagione estiva –ha evidenziato il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli – il lavoro dello staff tecnico dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po è costantemente volto al monitoraggio e all’analisi del contesto idrologico del bacino del fiume. Lo scambio aggiornato in tempo reale dei dati con gli altri enti e portatori d’interesse dei territori ci permette di maturare una visione globale e, al contempo, ci consente anche di avere la reale percezione delle singole situazioni dei sottobacini regionali. In questa fase, ad esempio, è soprattutto la zona Romagnola e del Delta del Po, Ferrara e Rovigo ed in parte quella Piemontese, ad evidenziare potenziali criticità soprattutto causate dal deficit prolungato di precipitazioniSarà interessante capire se lo scioglimento delle nevi, tutt’ora presenti sui rilievi, potrà colmare questo gap in tempi utili o se sarà necessario anche rilasciare più risorsa idrica dai grandi laghi che, per ora, restano alle loro massime capacità d’invaso”.

Fonte: Comunicato stampa, Relazioni Istituzionali Autorità Distrettuale Fiume Po