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Lavori agli argini, servono dieci milioni (che non ci sono) per la Bassa Mantovana

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la periferia di Curtatone durante i giorni dell'emergenza

 

la periferia di Curtatone durante i giorni dell'emergenza

Così la Gazzetta di Mantova racconta quanto è stato detto il 20 febbraio nella riunione della Commissione Consiliare VIII^ Ambiente, Sicurezza, Caccia e Pesca a proposito di “stato di manutenzione degli alvei e degli argini dei fiumi che attraversano l’intera provincia”.

Per mettere in sicurezza gli argini dei nostri fiumi servono soldi. Soldi che non ci sono. È quanto emerso ieri pomeriggio nel corso dell’incontro tra l’ingegner Marco La Veglia, dell’Aipo e la commissione consiliare Ambiente e Sicurezza della Provincia. Il rappresentante dell’Agenzia Interregionale per il Po, pur lamentando la scarsità dei fondi a disposizione, ha evidenziato l’impegno dell’Agenzia nel fronteggiare le criticità che comunque continuano a persistere.

“L’anno scorso – ha spiegato La Veglia – per lavori sugli argini del Mantovano sono stati spesi due milioni e mezzo di euro. Le nostre priorità sono note: l’adeguamento degli argini maestri del Po, in particolare il tratto che collega Bardelle alla foce del Secchia, la costruzione di un tratto d’argine del Chiese a monte di Asola e infine la foce dell’Oglio a San Matteo delle Chiaviche. In totale servirebbero dieci milioni di euro e siano in attesa dei finanziamenti regionali. Solo per il tratto della Sp 5 dell’argine destro del fiume Oglio quest’anno sono stati stanziati un milione e quattrocento mila euro, seicento dei quali messi a disposizione dalla Provincia”.

I buoni propositi non mancano ma da alcuni comuni della Bassa giungono proteste. È il caso di Carbonara Po. “Da anni – scrive il sindaco Gianni Motta – il tratto di argine a fiume, fino a Borgofranco, non è più oggetto di manutenzione. Sono cresciute spontaneamente, piante da frutto, noci, peri e querce. Questa striscia d’argine – continua il sindaco – è rinselvatichita in modo impressionante. In località Villanuova c’è un’area demaniale impenetrabile e fuori controllo. E, in corrispondenza dell’argine, c’è un’area critica per la presenza di fontanazzi. La gente è preoccupata e indignata”.

Un’altra segnalazione arriva da Felonica dove il sindaco lamenta un grosso ristagno d’acqua in località Lame, in prossimità del Po. A chiusura dell’incontro il presidente della commissione ambiente e sicurezza Franceschino Tiana si è impegnato a coinvolgere l’amministrazione provinciale, affinché insista nelle sedi opportune per ottenere maggiori finanziamenti per la messa in sicurezza degli oltre cinquecento chilometri di argini dei nostri fiumi.

A compendio di quanto esposto pubblichiamo volentieri un commento di Massimiliano Montagnini, Consigliere della Provincia di Mantova, scritto per il nostro giornale.

“L’ingegner La Veglia ci ha descritto una situazione preoccupante dal punto di vista degli investimenti nella prevenzione, bisogna pensare che l’Aipo della Lombardia negli ultimi anni (2010, 2011 e 2012) ha avuto 6 milionidi euro all’anno per effettuare la manutenzione degli argini di propria competenza che, nella sola Regione Lombardia, corrispondono ad oltre 1000 km (di cui 515 chilometri in provincia di Mantova).

Inoltre, negli ultimi anni l’Aipo di Mantova ha avuto una forte riduzione di personale con il conseguente allungamento dei tempi degli interventi e forte riduzione della capacità d’intervento.

La situazione illustrataci evidenzia che sia a livello nazionale che a livello regionale si attua una politica volta alla sola risoluzione delle emergenze invece di attuare politiche di prevenzione. A questo punto è arrivata la necessità di porre al centro dell’agenda del nuovo governo la prevenzione e la cura dei fiumi e degli argini del nostro territorio attraverso congrui finanziamenti, procedure semplificate che facciano diventare la difesa del suolo una vera e propria grande opera strategica nazionale. C’è bisogno di una forte posizione politica e per questo motivo ho annunciato che predisporrò un ordine del giorno da far votare in Consiglio Provinciale a Mantova volto al fine di denunciare la situazione e di chiedere a Regione Lombardia di investire maggiormente nel settore idrogeologico”.