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Life Minnow, decolla il progetto per salvare i piccoli pesci del Po

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progetto life minnow

Sta decollando il progetto  Life Minnow, finanziato dal programma Life Natura dell’Unione Europea, per salvare sei specie di piccoli pesci a rischio di estinzione nell’alto corso del Po.

I minnow, in inglese, sono i pesciolini. La fase operativa è stata tenuta a battesimo martedì 22 dall’Università di Torino: si occupa di lampreda padana, lasca, savetta, scazzone, cobite, vairone.

Per certi versi, questi animali sono come le lucciole. Ovvero, 50 o 60 anni fa erano abbondanti praticamente ovunque mentre oggi, per trovarli, bisogna cercarli con molta attenzione ed avere anche fortuna.

Al contrario delle lucciole, tuttavia, le sei specie in questione non sono graziose e non attirano l’occhio. Infatti i loro colori sono smorti mentre le dimensioni sono modeste e generalmente comprese fra i 15 e i 25 centimetri. Hanno bisogno di un ecosistema sano e di acque fresche, ben ossigenate e pulite. Dunque, dati i tempi, attraversano difficoltà davvero gravi.

Il progetto Life Minnow si propone di aiutare questi piccoli pesci rendendo di nuovo adatti alle loro esigenze i luoghi dove ancora sopravvivono o dove potrebbero facilmente tornare. Di conseguenza comprende interventi come: rinaturalizzare le sponde, ripristinare la vegetazione ripariale, immettere avannotti per soccorrere popolazioni ormai ridotte ai minimi termini, tenere sotto controllo le specie esotiche rivali introdotte dall’uomo.

In aggiunta a questo, Life Minnow vuole che tornino possibili ai pesciolini gli spostamenti necessari per compiere il ciclo vitale. Infatti talvolta si riproducono più a monte ma trascorrono gran parte della vita più a valle. Però sono così piccoli che un ostacolo di una decina di centimetri è già insormontabile.

I piccoli pesci ai quali è dedicato Life Minnow non sono certo famosi come il panda o la tigre, benché stiano subendo un destino assai simile. A loro è dedicata la galleria fotografica qui sotto. Clic per ingrandire.

Per rendere evidente come erano comuni in un tempo non molto lontano, è sufficiente ricordare che spesso avevano un ruolo nella cucina tradizionale padana. E quanti pesciolini erano necessari, oltretutto, per mettere insieme una cena!

Eppure si è quasi addirittura persa la memoria delle ricette per preparare la lampreda padanaLethenteron zanandreai, e le altre specie di lamprede. Le lascheProtochondrostoma geneisi preparavano in carpione. Nello stesso modo gli scazzoniCottus gobioerano buoni in Veneto con la polenta e in frittata.

Al contrario, non era particolarmente apprezzata la savettaChondrostoma soetta, che rappresenta l’eccezione alla piccola taglia dei pesci del progetto Life Minnow: alcuni esemplari possono raggiungere i 45 centimetri. Anche il vaironeTelestes muticellus, ricopriva un ruolo modesto in cucina mentre il cobiteSabanejewia larvata, aveva sì un impiego, ma di tutt’altro tipo: lo si usava come esca.

Life Minnows proseguirà fino al 2027, effettuando interventi in una ventina di siti che fanno parte della rete europea di aree protette Natura 2000. In gran parte sono situati lungo il Po; alcuni invece comprendono stagni e paludi.

Innanzitutto, il salvataggio dei pesciolini sarà attuato in tre tratti del Po che costituiscono zone di conservazione speciale all’interno della rete europea di aree protette Natura 2000. Si tratta di Ghiaia Grande, nell’Alessandrino; del Po Morto di Carignano; e di un tratto del Po fra Vercellese ed Alessandrino. Ancora sul Po e all’interno della rete Natura 2000, Life Minnows agirà in un sito di interesse comunitario a Palazzolo, nel Vercellese.

Inoltre si interverrà a favore dei pesciolini sulla confluenza fra il Po e vari affluenti. Si tratta dei torrenti Varaita, Maira, Pellice, Stura, Orco, Malone, Bronda, Banna e dei fiumi Sesia, Tanaro e Dora Baltea.

Le sei immagini della galleria: lampreda padana, savetta, lasca, cobite,  scazzone, vairone