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L’inquinamento dei corsi d’acqua in provincia di Modena

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di Gian Luigi Casalgrandi

 

Molti anni fa, feci un servizio sul mensile locale “Fatti Nostri” (di cui ero anche vicedirettore), dal titolo “La nostra Amazzonia”. Un’indagine sul degrado ambientale e in particolare dei corsi d’acqua, tra l’indifferenza della gente e la parziale latitanza degli organi di controllo. A distanza di anni, le cose sono molto cambiate, anche se rimangono ancora tracce di criticità. In provincia di Modena, allora, la maggiore fonte d’inquinamento era rappresentata dagli allevamenti suinicoli che a volte scaricavano direttamente nei corsi d’acqua i reflui delle deiezioni animali. Una pratica debellata dai controlli da parte delle autorità preposte (Nas, Guardie ecologiche ecc.) e dalla chiusura di molti allevamenti causata da continuo calo sul mercato del prezzo delle carni suine.

Oggi, i rischi maggiori sono dovuti all’insana abitudine (tipicamente italiana) dell’abbandono dei rifiuti lungo le strade e nei canali. Una scarsa educazione ambientale dovuta principalmente all’ignoranza di chi, credendo di fare “una furbata”, non si rende conto del grave danno che reca all’ambiente ed ai costi per pulire che, inevitabilmente, ricadono sulla collettività, cui lo stesso inquinatore appartiene, anche se sembra non saperlo. Da un recente report effettuato in loco, ho rilevato negli alvei la presenza di bottiglie di vetro, sacchetti di pattume, rottami di cantiere, tra cui, il più pericoloso, alcune lastre di amianto. Una pratica inspiegabile, come detto, se si considera che in Austria (a proposito di volersi dichiarare tutti Europei) fiumi, fossi e canali, sono colmi d’acqua dove nuotano felicemente i pesci. In questo caso, non sono i cittadini, ma le istituzioni a lanciare un grido d’allarme per lo stato in cui si trova l’ambiente, invitando la gente ad essere “più civili!”. Forse molti non si rendono conto che fossi e canali, altro non sono che le vene e le arterie della nostra madre terra; la loro salvaguardia vuol dire proteggere la nostra salute e quella dei nostri discendenti. Riusciranno i nostri eroi (le Autorità preposte al controllo) a vincere la battaglia ?. Credo di sì. Sarà importante però che nel circuito virtuoso, necessario al cambiamento delle abitudini, entrino a pieno titolo i genitori e le scuole di ogni ordine e grado: le uniche realtà che possono (e devono) agire in simbiosi con le nuove generazioni, perché l’ambiente possa tirare, finalmente, un sospiro di sollievo.