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Ma la gente non ci crede

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di Andrea Dal Cero

La Commissione tecnico-scientifica incaricata di valutare le possibili relazioni tra attività di esplorazione per idrocarburi ed aumento dell’attività sismica nell’area colpita dal terremoto dell’Emilia-Romagna del 2012 (ICHESE) rende note le sue conclusioni. Ma la gente non ci crede.

La Commissione scientifica istituita dalla Regione Emilia-Romagna per analizzare e valutare le cause del cedimento dell’argine destro del fiume Secchia avvenuto il 19 gennaio nella Bassa Modenese in località San Matteo, una frazione del comune di Modena, indica nella sua relazione le evidenti responsabilità di tassi, volpi e istrici. Ma la gente non ci crede.

Le autorità competenti, gli enti locali e le forze dell’ordine affermano di fare tutto il possibile per arginare il fenomeno del bracconaggio e la pesca di frodo nel Po. Ma la gente non ci crede.

Ormai la gente, che in un modo o nell’altro siamo tutti noi, non crede più a quanto le viene detto da ogni forma di autorità politica, amministrativa e scientifica. E più le argomentazioni proposte sono dettagliate e meno ci crede.

Appare ormai chiaro che il problema non è nella qualità e nella quantità delle notizie, ma nella perduta credibilità e autorevolezza delle fonti. In poche parole: la gente non si fida più delle istituzioni che la rappresentano e, cosa ancora più grave, non crede che le finalità dichiarate dai suoi rappresentanti siano sincere, disinteressate e orientate alla salute della cosa pubblica.

Quello che succede lungo le sponde del Po rispecchia perfettamente quanto sta succedendo nell’intero Paese: non ci sono interlocutori validi e credibili con cui ipotizzare e progettare un comune futuro accettabile.

Ai lettori,ai movimenti del territorio e alle associazioni che si rivolgono al nostro giornale perchè parliamo di più degli argomenti che riguardano la salute, la sicurezza e la fruizione del territorio fluviale, non possiamo che rispondere con una amara considerazione: lo spazio per una vita normale sulle nostre sponde si è talmente ristretto che non ci resta che riprendercelo individualmente, ognuno di noi con la sua onestà intellettuale e con la sua voglia di partecipazione democratica.

Sta a ognuno di noi approfondire la discussione e non mollare un palmo di territorio alla delinquenza, alla speculazione, alla mala fede. Noi ci siamo.