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Nando Orfei: un personaggio delle città d’acqua

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di Gian Luigi Casalgrandi

Il 7 ottobre di quest’anno è morto Nando Orfei, il grande artista circense noto ed apprezzato in tutto il mondo. Con la sua scomparsa Portomaggiore (Provincia di Ferrara dove era nato 20 luglio 1934) perde uno dei suoi figli d’arte più importanti. Dopo alcuni giorni di sospensione, lo spettacolo è ripartito (come lui avrebbe voluto, hanno dichiarato i famigliari) da Nonantola.

Un circo innovativo: antico ed elegante ma proiettato nel futuro, con inedite attrazioni, luci, musiche e costumi, ideato da Nando, con la regia della figlia Ambra e la collaborazione di Gioia e Paride Orfei. Uno “spettacolo dal vivo” in questa epoca d’immagini virtuali che, oltre a divertire ed affascinare, funge da veicolo educativo specialmente per le giovani generazioni. Atmosfera felliniana, carrozzoni d’epoca, un grande e fantasmagorico tendone montato in Piazza Alessandrini, a poche centinaia di metri dall’Abbazia, dove la famiglia Orfei, continuando la tradizione del fondatore, ha portato in pista, come sempre, grandiose attrazioni.

Il Magico Circo di Nando Orfei: “Il circo è e sarà sempre il più grande spettacolo del mondo – affermava – un magico mondo che non cesserà mai di vivere”, e che continuerà grazie alla moglie Anita Gambarutti e ai tre figli Paride, Ambra e Gioia, cui prendono parte straordinari artisti provenienti dal Festival Internazionale del Circo di Montecarlo e dal Cirque du Soleil, capaci di ricreare uno spettacolo che amalgama la ricerca delle proprie origini e nello stesso tempo rende omaggio al grande regista, e amico di Nando, Federico Fellini.

Orfei, in Italia e non solo, da sempre è sinonimo di grande circo; della famiglia di Nando c’è chi ricorda ancora, attorno al 1960, il Circo a tre piste Orfei di Nando, Liana e Rinaldo. Nel 1972 i tre Orfei presentano un fastoso chapiteau a tre piste, il Circo delle Mille e Una Notte e qualche anno dopo il Circorama. Nando specialmente, è spesso in televisione, e con questa nuova e magica produzione, ricorda così la sua profonda ed interminabile amicizia con il regista romagnolo, che lo volle in molti dei suoi film, tra i più importanti “Amarcord“ vincitore dell’oscar come miglior film straniero nel 1973, dove Nando Orfei, coprotagonista, interpretava il ruolo del “Patacca”; altro meraviglioso e indimenticabile film, girato a Roma proprio all’interno del Circo di Nando Orfei, I Clowns.